la denuncia di fdi
La verità sul Covid, FdI inchioda Conte: "Scappa dall'audizione". L'ostruzionismo della sinistra
È scontro sulla commissione Covid con Fratelli d'Italia che accusa Giuseppe Conte di fare di tutto per non essere ascoltare mentre l'opposizione fa quadrato in difesa dell'ex premier e del governo di allora. "Conte continua a prendere in giro gli italiani. E' ridicolo che vada a raccontare nelle trasmissioni tv di essere disponibile a farsi audire dalla Commissione Covid, smentendo come nulla fosse tre anni di lavori della commissione stessa in cui non ha mai collaborato", ha detto in una nota Galeazzo Bignami, capogruppo dei deputati di Fratelli d'Italia. "Ricordo che Conte è componente della commissione, dalla quale latita puntualmente durante i lavori incessanti che stiamo portando avanti, questo dimostra che utilizza la sua funzione al solo fine di evitare di essere audito e raccontare agli italiani dello sperpero di denaro pubblico avvenuto quando era presidente del Consiglio. Ora la domanda è: quali altre bugie ha detto Giuseppi?".
Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d'Italia, rimarca che "Conte è stato platealmente smentito dal video in cui rifiuta di avvalersi dell'unico modo praticabile per poter essere audito e che peraltro potrebbe attuare in qualsiasi momento. L'ex presidente del Consiglio ha avuto due anni di lavori della Commissione Covid - partita in notevole ritardo rispetto all'inizio della legislatura a causa dell'ostruzionismo del 'campo largo' - per collaborare con la presidenza della commissione per trovare il modo di farsi audire, ma non l'ha fatto. Inoltre, su oltre cento sedute, ha partecipato ad appena otto, un numero così esiguo da suggerire il sospetto che si sia fatto nominare proprio per fuggire all'audizione, tanto più che il suo collega di partito in Commissione, il deputato Colucci, lamenta talora di aver difficoltà a seguire da solo tutti i lavori. Prima l'ostruzionismo per non far partire la Commissione, ora la mancata audizione. Se non c'è nulla da nascondere, perché nascondersi?".
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Intanto il centrosinistra va al contrattacco. "Come opposizioni abbiamo sottoscritto e inviato una lettera formale ai Presidenti di Camera e Senato, segnalando che la situazione della commissione d'inchiesta Covid non è più tollerabile. L'ultima seduta dell'8 aprile rappresenta l'ennesima conferma di come la commissione stia progressivamente scivolando fuori dal suo perimetro, trasformandosi in uno strumento piegato a logiche di parte: audizioni costruite senza reale contenuto istruttorio, convocazioni ripetute senza confronto con l'opposizione, e soprattutto il sistematico azzeramento del contraddittorio, con il diniego di ogni possibilità di replica e controinterrogatorio da parte delle minoranze", denunciano i capigruppo di opposizione nella commissione d'inchiesta covid Alfonso Colucci (M5S), Ylenia Zambito (PD), Filiberto Zaratti (AVS), Anna Maria Furlan (IV).
Secondo l'opposizione si è svolta "un'audizione vuota, priva di nuovi elementi, utilizzata solo per alimentare ricostruzioni suggestive e orientate, con l'obiettivo evidente di trascinare nella polemica il governo Conte e la gestione commissariale, senza mai però procedere a un vero accertamento imparziale dei fatti. Il Presidente della Commissione Marco Lisei ha impedito ogni equilibrio tra maggioranza e opposizione, svuotando di fatto le garanzie parlamentari. Non siamo più di fronte a episodi isolati, ma a un metodo: una Commissione che non indaga, ma seleziona; che non accerta, ma orienta; che non cerca la verità, ma costruisce narrazioni. Per questo abbiamo chiesto un intervento immediato delle massime cariche istituzionali affinché venga ristabilita la correttezza dei lavori, ripristinato il ruolo delle opposizioni e valutata seriamente la prosecuzione stessa di una Commissione che appare ormai sideralmente distante da ogni logica istituzionale e parlamentare. La misura è colma, non siamo disponibili a prestarci ulteriormente ai giochini di Palazzo di questa maggioranza", si legge nella lettera inviata a Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana.
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Lisei in un video aveva smontato le argomentazioni rese da Conte in tv: "Devo smentire alcune sue affermazioni. Nella Commissione di inchiesta Covid, che io presiedo, sono emersi delle sconcertanti verità sugli sperperi di denaro avvenuti durante la pandemia e su persone che hanno lucrato nella vendita di mascherine, persone che erano vicine alla sinistra, che in quel momento governava, e ad Arcuri che in quel momento era capo della struttura commissariale. Su questi fatti è intervenuto l'onorevole Giuseppe Conte alla trasmissione Fuori dal coro. Ho il dovere di smentire alcune cose non vere dette dall'onorevole Giuseppe Conte. La prima, quella dell'imprenditore Bianchi che ha chiamato in causa Luca Di Donna, avvocato e collega di studio di Giuseppe Conte, è un'esclusiva della commissione d'inchiesta Covid. Non lo aveva mai dichiarato e su quelle parole e su quei fatti la Procura non ha mai indagato. E' per questo che noi auspichiamo, siamo sicuri, che la Procura indagherà anche su questo, integrando le indagini che ha fatto in passato. La seconda, e importante, è che non è vero che Giuseppe Conte è sempre stato disponibile ad essere audito e ha chiesto di essere audito, perché gli è stato proposto dal sottoscritto di dimettersi dalla commissione, farsi audire e poi rientrare. E alla mia richiesta così ha risposto Giuseppe Conte".
A questo punto Lisei mostra il video della seduta in questione, riportandone uno stralcio ("Lei sta parlando poi di mie dimissioni che non intendo assolutamente rassegnare e non intendo dimettermi", dice Conte nell'audio). Il presidente della commissione riprende: "D'altronde, su 112 sedute della commissione di inchiesta, centinaia e centinaia di ore di audizione, Giuseppe Conte ha partecipato soltanto a otto sedute. E verrebbe da pensare che si sia messo come membro della commissione Covid proprio per non farsi audire e rispondere alle tante domande di verità che avevano gli altri commissari", conclude.