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Mascherine, il caso Conte-Alpa sparisce dai giornali amici
Il fango sulla Meloni sì, le vicende (anomale) che ruotano intorno al Covid, all’acquisto delle mascherine e al lavoro della Commissione Parlamentare no. Non è la prima volta. E verosimilmente non sarà l'ultima. Per due giorni di fila le notizie relative a persone (potenzialmente) vicine a Giuseppe Conte sono state letteralmente rimosse. Come non esistessero. Una scelta editoriale determinata dalla consapevolezza che, certe informazioni, non sono meritevoli di andare in stampa o, più probabilmente, perché potrebbe essere un (indiretto)attacco al futuro leader del Campo Largo, unico avversario degno di nota di Giorgia Meloni nel 2027?
Due imprenditori hanno parlato, senza mezzi termini, di modalità anomale. E di due avvocati che si sono dichiarati molto vicini all’allora presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, citando un incontro che sarebbe avvenuto nello studio Alpa, mentore dell’ex premier. Hanno millantato questo rapporto umano, magari per ottenere qualcosa in cambio o questa vicinanza esiste davvero? Parallelamente sono tre giorni che gli editorialisti prossimi all’universo di sinistra attaccano Giorgia Meloni.
Colpevole, secondo loro, di essersi fatta fotografare con Gioacchino Amico, pentito di mafia. Ora, non serve essere un esperto di politica per sapere che, al termine di ogni evento, del più locale dei comizi, ci sia una pletora di persone in grado di aspettare anche un’ora pur di avere una foto con un leader di partito.
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Quest’ultimo, ovviamente, non può sapere chi sia la persona che l'abbraccia e sceglie di farsi immortalare insieme. A fronte di mille brave persone e onesti lavoratori è fisiologico, statisticamente ovvio, ci possa essere un soggetto dal passato con qualche ombra. Eppure questa ovvietà viene scordata dai giornali di sinistra. Pronti a tutti pur di (provare a) mettere sulla graticola il Premier. Anche negando le ambiguità della gestione dell'emergenza Covid.