a quanto ammonta

Scuola, aumento di stipendio da 143 euro per i professori. Valditara: “Risultato storico”

Rosa Scognamiglio

I sindacati e l’Aran (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) hanno firmato oggi il rinnovo del contratto istruzione e ricerca 2025-2027 che assicura ulteriori incrementi contributivi, su base mensile, per docenti e ATA. Nella fattispecie, l’accordo prevede un aumento di 143 euro al mese per gli insegnanti e 107 per il personale scolastico. Ne dà notizia il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, parlando di “obiettivo raggiunto”. "Quello che avevamo promesso - ha spiegato Zangrillo - abbiamo mantenuto: tre rinnovi per la scuola in tre anni, con l'ultimo firmato appena quattro mesi fa. Dal 2023 a oggi abbiamo siglato i contratti relativi ai trienni 2019/21, 2022/24 e 2025/27. Un obiettivo che possiamo considerare straordinario e che abbiamo raggiunto". Il contratto è stato siglato da tutte le rappresentanze sindacali di categoria, inclusa la Cgil. 

Anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha espresso soddisfazione per il traguardo raggiunto: "Tutto ciò è stato possibile grazie alla nostra proposta di atto di indirizzo, condivisa dai sindacati e da Aran al tavolo negoziale. - ha chiarito - Ho richiesto l'anticipazione della parte economica, e la destinazione della quasi totalità delle risorse all'incremento dello stipendio tabellare, per garantire al meglio la continuità contrattuale e la tutela dei salari". Dall’insediamento del Governo a oggi è stato raggiunto “un risultato storico per il comparto scuola”, ha proseguito Valditara, sottolineando che gli incrementi sono stati possibili grazie ai finanziamenti previsti dalle leggi di bilancio, a cui il Ministero ha aggiunto ulteriori risorse destinate al personale scolastico. In particolare, sono stati stanziati 300 milioni di euro per il contratto 2019-2021 e 240 milioni per quello relativo al triennio 2022-2024. Secondo il ministro, con questi interventi. L’obiettivo del Governo, ha concluso Valditara, resta quello di “migliorare sempre più le condizioni retributive e di welfare del personale della scuola”.

  

L’accordo

Secondo quanto spiegato dall’Aran, l’aumento medio degli stipendi sarà di 143 euro per i docenti e di 107 euro per il personale Ata. L’accordo prevede incrementi mensili lordi degli stipendi tabellari distribuiti in tre scaglioni: dal 1° gennaio 2025, dal 1° gennaio 2026 e dal 1° gennaio 2027, includendo anche l’anticipazione Ipca già erogata. A regime, dal 1° gennaio 2027, l’aumento medio sarà di 137 euro lordi al mese per 13 mensilità per l’intero comparto, che diventano 143 euro per il personale docente. Considerando gli ultimi tre contratti (2019-2021, 2022-2024 e 2025-2027), l’incremento complessivo arriva a 395 euro medi mensili, che salgono a 412 euro per i docenti. Poiché l’accordo è stato firmato nel secondo anno del periodo contrattuale, sono previsti anche gli arretrati: tra circa 815 e 1.250 euro, calcolati fino al 30 giugno 2026. L’intesa riguarda circa 1,2 milioni di dipendenti pubblici tra scuole, università, enti di ricerca e istituzioni Afam. Il precedente contratto (2022-2024) era stato firmato poco prima dello scorso Natale.

“Sono molto soddisfatto - ha dichiarato all’Ansa il presidente dell'Aran, Antonio Naddeo - di questa rapida conclusione della parte economica di un contratto molto complesso, che riguarda circa un terzo di tutti i dipendenti pubblici italiani. Per la prima volta nella storia della contrattazione collettiva pubblica, il comparto Istruzione e ricerca è il primo contratto a essere firmato. È un risultato che misura la qualità del dialogo costruttivo instaurato con tutte le organizzazioni sindacali, che hanno firmato all'unanimità. Si sta recuperando il ritardo accumulato negli anni passati, e lo si fa con continuità, rapidità e consenso".