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Senato, “Dux” nella password del Wi-Fi? È solo l’ultima strumentalizzazione della sinistra

Tommaso Manni

Un cartello comparso nelle sale del Palazzo Madama, sede del Senato, ha innescato l’ennesima polemica politica durante una riunione delle commissioni parlamentari sull’ambiente alla presenza del commissario europeo Wopke Hoekstra. Al centro delle proteste, una password della rete Wi-Fi istituzionale contenente la sequenza “Dux”, subito trasformata da alcuni esponenti dell’opposizione in un caso politico dopo un articolo di Repubblica a riguardo. Un dettaglio tecnico, inserito in una stringa alfanumerica più ampia, è bastato per scatenare accuse e richiami alla memoria storica, in un clima che ancora una volta ha visto prevalere l’indignazione preventiva sulla verifica dei fatti.

 

  

 

A guidare l’attacco sono stati il senatore del Pd Dario Parrini e il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, che hanno parlato rispettivamente di “cattivo gusto” e di episodio “grave”, evocando addirittura un presunto sdoganamento di certi riferimenti con l’attuale maggioranza. Dichiarazioni che però si scontrano con la realtà tecnica dei fatti, rapidamente chiarita dagli uffici di Palazzo Madama.

 

 

Secondo quanto trapela infatti dal Senato, le password delle reti di servizio vengono generate automaticamente da un software che combina lettere e numeri in modo del tutto casuale. Nessuna scelta politica, nessun messaggio occulto: solo una coincidenza trasformata in caso mediatico. Un chiarimento che di fatto smonta la polemica e lascia emergere l’ennesima strumentalizzazione, con accuse partite prima ancora di accertare come stessero realmente le cose.