schiaffo alle istituzioni

Dopo Hannoun i M5s alla Camera ora invitano i Carc

Luigi Frasca

Il Movimento 5 Stelle ci ricasca ancora. C’è una cosa, tra le altre, in cui il grillismo pecca in maniera costante e reiterata, ed è la scelta di chi far sedere accanto ai propri esponenti durante eventi pubblici. Magari dentro sedi istituzionali. Come se tutte le polemiche esplose negli scorsi mesi dopo incontri in Parlamento organizzati con persone finite nell’inchiesta Domino sui presunti finanziamenti ad Hamas - come Mohammad Hannoun - non fossero state abbastanza, i 5 Stelle sono pronti a bissare quell’insuccesso con una nuova iniziativa che, garantito, farà discutere.

Il 19 marzo, alla Camera, infatti, diversi alti papaveri del Movimento prenderanno parte ad un’iniziativa intitolata «Per un governo che attui la Costituzione»: e fin qui nulla di strano. Quello che invece appare più che controverso è la «lista degli invitati». All’interno dell’elenco dei partecipanti c’è tutto e il contrario di tutto della sterminata galassia sinistra-antagonista-ProPal-comunista: oltre a diversi deputati grillini (tra cui Ascari, Barzotti, Carotenuto, Maiorino) e altri di Avs, c’è tutta una serie di sigle e siglette dagli acronimi esotici e, probabilmente, sconosciuti ai più.

  

Tra loro, a saltare subito agli occhi c’è il partito dei Carc, Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo. Per chi non lo sapesse, dietro questo nome altisonante dal sapore primonovecentesco c’è un piccolo partito nato nel 1992 il cui obiettivo, dichiarato in un pagina del loro sito web, sarebbe quello di «costruire la rivoluzione socialista» in collaborazione con un’altra sigla, il (n)Pci: il primo si occuperà, si legge ancora, di «sviluppare la tattica», mentre il secondo di «attuare la strategia». Tutto allo scopo, si capisce, di arrivare ad un «Governo di Blocco Popolare in Italia». I Carc sono poi presenza fissa nei cortei antagonisti, da quello per Askatatsuna in avanti. Ora, al netto del fatto che poco si capisce cosa abbia a che fare la rivoluzione socialista con la Costituzione italiana, notoriamente democratica, il Carc coglierà l’occasione dell’incontro per tenere nella Piazza di Montecitorio un conferenza stampa tutta sua, nella quale presentare ai media la querela presentata contro i deputati di FdI Sara Kelany e Francesco Filini, rei di aver presentato ad ottobre scorso una interrogazione parlamentare a Piantedosi proprio sul partito che anela al socialismo. «La querela- si legge nel comunicato del Carc - è una controffensiva rispetto alla cappa di censura, repressione, impunità e tracotanza dei personaggi che affollano le fila di FdI - dai vari La Russa in giù». E mica solo questo. Vuole essere pure, continuano, «uno strumento che alimenta la mobilitazione contro il governo Meloni», il quale sarebbe «infestato da nostalgici del Ventennio e dai lacché dei sionisti».

Pronta la risposta di Kelany: «Dopo aver ospitato in Parlamento gente sotto inchiesta per finanziamento del terrorismo», spiega la deputata, «apprendiamo che parlamentari del M5S e un’esponente di Avs parteciperanno alla Camera ad un’iniziativa promossa dai Carc». Questi, prosegue Kelany, «si ripromettono di "cacciare il governo Meloni» per «sostituirlo con "un governo di emergenza popolare, senza contare che il loro fondatore è stato in carcere per associazione sovversiva». «È vergognoso - conclude Kelany - che il M5S aderisca alle iniziative di queste realtà eversive aprendogli addirittura le porte dei palazzi delle istituzioni». Oltre al Carc, ci sono altri invitati di area: i Giovani Palestinesi, la Global Sumud Flotilla, Spin Time, Ultima Generazione e Brahim Baya,predicatore di<ET>Torino che più volte ha attaccato questo giornale, ha attaccato Israele e ha invitato i "fedeli" a votare «No» al referendum.