Convegno a Palazzo Wedekind

Iran, Tajani: "Non è una guerra lampo. Teheran si preparava da anni"

Angela Bruni

"Non è una guerra lampo. L'Iran si preparava da anni, non voleva a rinunciare al programma atomico e sapeva che i negoziati sarebbero falliti a un certo punto e ci sarebbe stato un attacco da parte di Israele con il sostegno degli Usa". Cosi il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Palazzo Wedekind, a Roma, per il convegno organizzato da Il Tempo 'La guerra in Iran. Dall'energia alle reti, dalla mobilità alla logistica, scenari e risposte per trasformare la crisi in opportunità'. "Penso che la guerra proseguirà per qualche settimana" e che seguendo il "modello Venezuela" gli Usa "probabilmente punteranno a un accordo con le strutture che seguiranno al regime". Il ministro, intervistato dal direttore de Il Tempo Daniele Capezzone, ha aggiunto: "Ho detto dall'inizio che non sarebbe stata una guerra lampo. Teheran sapeva che ci sarebbe stato un attacco di Israele. Ha quindi una struttura militare molto forte e nonostante le distruzioni, può ancora resistere". Sebbene la leadership iraniana sia stata decapitata, per Tajani "è sufficiente a far arrendere gli iraniani". "Sapendo che con Usa e Israele perderanno questa guerra, ora gli iraniani mirano a creare il caos nei Paesi arabi soprattutto del Golfo Persico", ha aggiunto il ministro degli Esteri. Qualche segnale secondo Tajani "è stato mandato anche alla Turchia e all'Europa meridionale, penso a Cipro. E poi al Kurdistan iracheno". Cosi, secondo il vicepremier, "l'Iran spera che questi Paesi che hanno buone relazioni con gli americani e sono membri Nato o dell'Unione europea premeranno per fermare la guerra".

"Oggi in Italia non abbiamo problemi perché abbiamo ancora le riserve arrivate prima della guerra. C'è certamente chi specula. Ma si è deciso di liberare riserve per abbassare i costi"  ha sottolineato il ministro degli Esteri. Sollecitato sull'aumento generalizzato dei costi dell'energia per via della chiusura di fatto di Hormuz e l'impatto sull'Italia, Tajani ha spiegato: "Il prezzo del gas si fa ad Amsterdam e forse servirebbe mettere un tetto lì. Quanto al petrolio, si può contribuire di ridurre le accise col guadagno aggiuntivo arrivato dall'aumento del prezzo della benzina. Stiamo valutando".

  

"C'è una guerra in corso, Israele punta a far cadere il regime. Noi non siamo coinvolti nella guerra, ci auguriamo che possa finire il prima possibile, lavoriamo perché possa prevalere la diplomazia e si possa aprire un dialogo e un confronto", ha chiarito Tajani. "Certo l'Iran deve fermare la corsa alla bomba atomica e deve smettere di attaccare paesi che non hanno nulla a che vedere con gli attacchi di Israele e degli Usa". "Io non vedo pericoli di attacchi militari sull'Italia o sulle basi americane, anche perché sono super protette" e ''non credo che la Sicilia sia raggiungibile, i missili sono arrivati ​​a Creta, ma non credo che possano arrivare fino alla Sicilia''.