Ilaria Salis, che euroschiaffo: bocciati gli emendamenti per tutelare chi occupa
Depenalizzare l’occupazione abusiva di case private. Un modo semplice e veloce per risolvere il nodo della crisi abitativa. Lo propone formalmente Ilaria Salis. L’obiettivo, nel concreto: togliere ai «ricchi» per dare ai poveri. Così la Robin Hood degli alloggi, insieme a otto eurodeputati del gruppo «The left» haproposto al Parlamento europeo due emendamenti ad hoc. Entrambi cestinati durante la seduta plenaria tenutasi a Strasburgo nella giornata di ieri. Tra le richieste quella di «contrastare la criminalizzazione dell’occupazione di alloggi vacanti, in particolare di proprietà pubbliche e di proprietari con molteplici patrimoni residenziali». In sintesi, per l’eurodeputata di Avs, bisognerebbe comprendere e non ostacolare chi occupa casa a chi ne possiede più di una. A chi invece non vuole correre il rischio di sfondare la porta d’ingresso per impossessarsi di un’abitazione ci avrebbe pensato il secondo emendamento, dove si invitavano gli Stati membri ad «attuare misure di protezione per le persone che non sono in grado di pagare l'affitto, tra cui il divieto di sfratti per mancato pagamento dell'affitto quando non è possibile fornire un'alternativa dignitosa».
Poco importa se a pagarne le spese sarebbe il proprietario della casa concessa in locazione (quasi sempre non un multimilionario ma un cittadino «semplice»). Ma non è finita qui. Tra le richieste compariva anche quella di una moratoria europea sugli sfratti in inverno. Insomma, un soggiorno a cinque stelle con tanto di indennizzo finale. Tutto il contrario di quanto fatto dal governo in Italia per garantire sgomberi rapidi. A ogni modo, proposte come questa sembrano essere diventate la normalità per una certa ala della sinistra radicale. «La crisi abitativa è qualcosa che riguarda sempre più persone soprattutto in Italia, tra i non proprietari, che sono ormai il 25%» e che sono colpiti anche «dall’aumento degli affitti. Pagare l’affitto in Italia è insostenibile anche per tantissimi lavoratori» rivendica Salis.
«Quello che si vota oggi- continua l’eurodeputata- è un report (regolamento, ndr) insufficiente che non fornisce risposte adeguate, e che va a favore della lobby dei costruttori, riducendo gli oneri normativi e consumando sempre più suolo, senza fare- conclude Salis- interventi sociali come quelli di edilizia sociale pubblica, o bloccando l’aumento degli affitti o limitando gli affitti a breve termine- che sono tra le cause degli aumenti degli affitti».
«La Salis- spiega la vicesegretaria ed eurodeputata del Carroccio, Silvia Sardone- da inizio mandato ha un sogno: rendere legale l’occupazione abusiva. È un obiettivo che condivide con i suoi amici dei centri sociali che vivono da sempre nell’illegalità». «Gli emendamenti presentati- continua la vicepresidente del parlamento europeo ed eurodeputata di Fdi, Antonella Sbernarappresentano una distorsione inaccettabile del diritto alla casa, soprattutto nei confronti di tutti coloro che ogni giorno lavorano duramente per pagare un affitto o la rata di un mutuo. Senza considerare che, dove si verificano occupazioni abusive, i quartieri diventano più insicuri».
Intanto la relazione finale sulla crisi abitativa è stata approvata dall’Eurocamera con 367 voti a favore, 166 contrari ( tra i quali gli esponenti di Verdi e Sinistra) e 84 astensioni. Nel testo formulato, beffa alla Salis, anche un emendamento che tutela il diritto di proprietà e condanna le occupazioni illegali, sulla base del Piano Casa promosso dal governo Meloni. Oltre a diverse richieste di iniziative europee per contribuire ad affrontare l'aumento dei prezzi e la carenza di abitazioni, sostenendo la costruzione e la ristrutturazione. Un problema reale che va governato, come chiarisce l’eurodeputata Lega Isabella Tovaglieri, «con il rispetto delle regole. Non è ammissibile che una eletta in parlamento europeo promuova le occupazioni abusive quale strumento per risolvere la crisi abitativa nell’Unione».