Il ruolo dell'Italia
Asse tra i big europei: Meloni sente Merz, Macron e Starmer
Diplomazia e coordinamento militare. Sono le parole d’ordine dell’Europa rispetto a quanto sta accadendo, nelle ultime ore, nel Golfo Persico. A stabilirlo i principali leader del vecchio continente dopo uno scambio di telefonate. Il premier britannico Keir Starmer, nella mattinata di ieri, sente Giorgia Meloni, Emmanuel Macron e Friedrich Merz. L’obiettivo del confronto non solo è condannare l’attacco di Teheran, ma fare il punto rispetto a un’eventuale strategia difensiva. Le misure adottate dal Regno Unito per proteggere e rafforzare i propri partner mediorientali sono centrali in un confronto che ha come principale scopo quello di non farsi trovare “impreparati” rispetto a quanto sta accadendo sullo scenario internazionale. È quanto sostiene in una nota Downing Street.
Palazzo Chigi, intanto, continua a seguire con «la massima attenzione» gli sviluppi della crisi. Il presidente del Consiglio, attraverso un post X, spiega come il governo sia «al lavoro, senza sosta», in contatto con i propri partner e alleati, per «monitorare la situazione e tutelare la sicurezza dei cittadini». Vanno avanti le operazioni per far rientrare i nostri connazionali da quelle zone ritenute “pericolose”, ma anche le interlocuzioni che possano condurre al «dialogo tra le parti».
La maggioranza vigila su tutti i fronti, «dalla sicurezza agli effetti economici, valutando ogni possibile azione di mitigazione». A tal proposito, nella giornata di ieri, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti incontra il vicepremier Matteo Salvini. Va avanti il lavoro per il “pacchetto energia”, a favore di famiglie e imprese. «Prioritario – sottolinea in una nota la Lega – creare una task force per individuare e colpire gli speculatori che, approfittando dei conflitti, potrebbero decidere un incremento dei prezzi». A tutto ciò, si aggiunge la necessità di monitorare il loro andamento e verificare che eventuali aumenti siano «fisiologici e non frutto di un accordo concordato». In tal senso, il leader del Carroccio intende convocare anche le compagnie petrolifere per chiedere informazioni ufficiali e avere rassicurazioni, viste le potenziali ricadute sui trasporti. Nel breve termine, la strategia è aprire un dialogo con l’Antistrust. Per quanto riguarda il prossimo futuro, invece, c’è un impegno ad accelerare con forza sul nucleare, oltre a un’incentivazione dell’idroelettrico.
Una cosa è certa, l’Italia, come spiegato dalla premier Meloni, continuerà «a fare la sua parte, con responsabilità e determinazione». Il tutto ovviamente avverrà nella massima trasparenza. «Come concordato con il Parlamento – evidenzia la leader di FdI – nei prossimi giorni sarò in Aula per riferire alle Camere». Le comunicazioni, programmate per mercoledì, alle 9,30, sono tra gli eventi principali della prossima settimana in Parlamento. La presenza del presidente del Consiglio servirà a fare il punto sul prossimo Consiglio Ue e sulla situazione mondiale, con un focus sulle conseguenze dell’azione congiunta Usa-Israele.
A tal proposito, la prima inquilina di Piazza Colonna, nello scorso pomeriggio, ha un lungo colloquio telefonico col presidente della Turchia, Racep Tayyip Erdogan. La comunica una nota di Palazzo Chigi, in cui viene espressa solidarietà a un partner strategico dell’Italia, «a fronte dell’ingiustificabile attacco missilistico di cui è stato oggetto». L’intenzione dei due leader è «mantenersi in stretto contatto» per monitorare l’escalation e fare in modo che non si allarghi nel Mediterraneo. A difesa di Cipro, nel frattempo, la Marina militare invia la fregata missilistica Martinengo. L’imbarcazione salpa, nel tardo pomeriggio di ieri, dal porto di Taranto.