Senza bussola
Geopolitica, tra Iran e Usa il campo largo ha perso l'orientamento
Sotto il «sole» del diritto internazionale, la coperta di Linus del campo largo. Un riflesso condizionato che scatta come una molla anche subito dopo l’attacco all’Iran, il «Ruggito di Leone» che si abbatte su Teheran. Nella comfort zone del Nazareno gli ayatollah sono un dettaglio quasi insignificante, Netanyahu e Trump il peccato originale. Così a caldo, è il deputato dem Roberto Speranza a spiegare l’umore di casa: «Solo la legge del più forte. Zero diritto internazionale». Un altro mattiniero è il suo collega Arturo Scotto, provetto «marinaio» sulla Flotilla: «L’attacco preventivo non esiste in nessun manuale di diritto internazionale. Un Giuseppe Conte «A forza di valere fino a un certo punto il diritto internazionale non vale più A forza di essere osservatori col cappello in mano perdiamo la voce» atto arbitrario voluto da leadership, Trump e Nethanyahu, che usano la guerra per mantenere il potere a casa propria». La miccia si estende, il passa parola della gauche diventa virale. Il canovaccio è lo stesso degli ultimi mesi: fermiamo l’imperialismo a stelle e strisce e il «genocida» di Israele. Impegnata a Milano, ad una iniziativa sulla salute, è la segretaria Elly Schlein a salire in cattedra e a dare lezioni di diplomazia. «Siamo tutti convinti che l’Iran non possa avere e sviluppare un’arma nucleare, ma il modo per impedirlo per noi non sono le azioni militari decise da soli», spiega la numero uno. Poi un’altra preoccupazione: «L’escalation può avere dei risvolti, imprevedibili anche sulla fragile tregua a Gaza».
Insomma le migliaia di donne e giovani vittime del regime iraniano non entrano nel cuore della segretaria. Imperativa l’ex presidente della Camera Laura Boldrini: «L’Ue e l’Italia usino parole ferme di condanna verso tutto questo». Spazio al surreale, con la voce di Romano Prodi, in collegamento con un’iniziativa dem a Firenze. Il professore ha capito tutto: «Ho la netta sensazione che si vogliano risolvere i problemi di politica interna con la guerra, è un dramma colossale». Con toni ancora più tribunizi si esprimono i partner di coalizione. Senza mezze misure. A partire dalla coppia di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni: «Il bombardamento dell’Iran è inaccettabile e senza giustificazioni». Il leader del M5S Giuseppe Conte sceglie i social per dire la sua: «A forza di valere fino a un certo punto, il diritto internazionale poi non vale più. A forza di essere 'osservatori' col cappello in mano poi diventiamo meri spettatori, e finiamo per perdere la voce». Per l’ex presidente del Consiglio: «L’Italia e l’Europa si schierino contro azioni di attacco unilaterali come quelle di Usa e Israele che stanno scatenando la reazione dell’Iran e gettano in un caos imprevedibile il Medioriente».
Anche la «sacerdotessa», Francesca Albanese, è in vena di teoremi: «Sono appena tornato dalla Giordania, con una chiarezza senza precedenti su ciò che – da e attraverso la Palestina – l’asse Israele/Stati Uniti sta facendo all'intera regione». La relatrice delle Nazioni Unite ha le idee chiare: «È Luigi Marattin «Bello questo dirito che tace quando un regime uccide in pochi giorni decine di migliaia di suoi citadini che chiedono libertà e si attiva quando si mira le infrastruture» doloroso vedere cosa si sta verificando. Come mai così tanti non se l'aspettavano? Svelato il Grande Israele». L’asse del «male» contro il «buon» Ali Khamenei? Dalle minoranze, si distingue il segretario del Partito Liberaldemocratico Luigi Marattin che rispondendo a un giornalista, esplode: «Bello questo diritto, che tace quando un regime uccide in pochi giorni decine di migliaia di suoi cittadini che chiedono solo libertà». Poi la vera puntura di spillo: «E si attiva miracolosamente gridando allo scandalo quando qualcuno prende di mira le infrastrutture militari di quel regime». Insomma grande è la confusione sotto il cielo del campo largo.