scandalo spioni

Dossier e mandanti occulti, volevano buttare giù il governo: cosa c’era dietro il caso Crosetto

Dario Martini

Lo scandalo dossier che vede indagate alla procura di Roma 23 persone, è stato scoperchiato grazie alla denuncia del ministro della Difesa Guido Crosetto. Questo è un fatto noto, acclarato. Ma oggi, ripercorrendo gli ultimi atti dei magistrati romani, è possibile unire dei fili e notare alcune "coincidenze" temporali e un modus operandi alquanto particolare. Ci riferiamo agli accessi illegali alle banche dati del finanziere Pasquale Striano, il principale indagato, allora in servizio alla Dna. Ripercorrendo le date, le "spiate" e gli articoli ad orologeria pubblicati a strettissimo giro, appare evidente come il ministro fosse uno mezzo per puntare più in alto: colpire nella culla il nuovo governo di centrodestra.

 

  

Siamo nell’estate del 2022, il 25 settembre si vota alle elezioni politiche. Il 21 luglio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sciolto le Camere dopo le ultime settimane di agonia del governo Draghi. Fratelli d’Italia è l’unico partito rimasto fuori da quell’esecutivo di larghe intese. I sondaggi lo danno alle stelle. Tra i volti di punta del partito di Giorgia Meloni c’è proprio Crosetto. Potrebbe candidarsi alle elezioni. Ed è allora, guarda caso, che iniziano le manovre per costruire dossier sul suo conto. Tutto parte dalla collaborazione tra Giovanni Tizian, giornalista del Domani, e Striano. I due, scrivono gli inquirenti, si conoscono almeno dal 2012, dal momento che è stato «riscontrato un fitto scambio di mail» a partire proprio da quell’anno. Rapporto intensificatosi tra il 2018 e il 2022, «con 2.187 documenti estrapolati dalle banche dati «SIDDA-SIDNA»» e inviati da Striano a Tizian. A luglio 2022 i fari si accendono su Crosetto. Il 28 luglio il Domani pubblica un articolo intitolato «Tutti gli affari di Crosetto», autori Emiliano Fittipaldi e Giovanni Tizian. Sono gli stessi magistrati a sottolineare come questo pezzo evidenziasse la possibile candidatura di Crosetto «a ricoprire incarichi istituzionali di rilievo laddove Meloni dovesse vincere le elezioni politiche».

 

Si legge ancora: «Gli autori dell’articolo affermano di aver letto "verbali di cda e documenti camerali" sulla base dei quali l’attribuzione di una carica istituzionale a Crosetto creerebbe al governo non pochi imbarazzi». Chi indaga ricorda anche che il giorno di uscita dell’articolo Striano esegue una lunga serie di visure sulla banca dati Serpico. Poi passa alle dichiarazioni dei redditi percepiti nel 2021. Ma non basta scarica anche il modello 770 relativo all’anno d’imposta 2019, poi il CUD 2022. Infine, per avere un quadro ancora più completo, il Modello Unico Persone Fisiche del 2019. In realtà, le ricerche erano partite un mese prima, quando i rumors sulla caduta del governo Draghi si stavano facendo sempre più insistenti. Si registrano consultazioni sul portale delle s.o.s. (segnalazioni di operazioni sospette) già il 27 giugno e il 12 luglio.

 

Crosetto poi decide di non candidarsi. L’interesse nei suoi confronti scema. Ma il centrodestra vince. A ottobre parte il toto-ministri. Il numero due di FdI è in pole. Il governo giura il 22 ottobre. Il ministro della Difesa è Guido Crosetto. Ecco così che i riflettori si riaccendono come per magia. Il giorno prima del giuramento, il Domani pubblica un articolo dal titolo «Soldi, sedi e fondazioni. La rete finanziaria di Meloni. Il giorno dopo ne esce un altro: «Crosetto e Santanchè, il ministero in premio ai conflitti di interesse. Gran conflitto d’interessi». Ma il clou, grazie all’apporto di Striano che scandagli le banche dati riservate, si raggiungerà il 27, 28 e 29 ottobre. Con tre articoli tutti a firma Tizian e Fittipaldi. La tesi è: Crosetto non può fare il ministro per un presunto conflitto d’interessi con Leonardo. Per avvalorare questa ricostruzione, il finanziere «infedele» attinge alla banca dati Serpico dove ottiene le informazioni reddituali sul neo ministro. Il copia e incolla è evidente. Scrivono gli inquirenti: «Confrontando gli articoli di stampa pubblicati il 29 ottobre con gli esiti delle visure alla banca dati Serpico emergono palesi allineamenti informativi».

Poco tempo dopo Crosetto deciderà di andare in Procura per presentare una denuncia contro ignoti. La carriera alla Dna di Striano è al capolinea. Poco tempo perderà il posto.