scontro sulla giustizia
Nordio manda in tilt le toghe per il No: "Sistema para-mafioso? Ho citato un modello per il Pd..."
È scontro sul Referendum costituzionale sulla riforma della Giustizia. "Esprimo composta costernazione per la reiterazione di attacchi eversivi senza precedenti a singoli magistrati e all'intera magistratura da parte di un ministro della Repubblica", attacca Giovanni Bachelet, presidente del Comitato Società Civile per il No, commentando le parole del ministro Carlo Nordio al Mattino di Padova. "Se il governo non avrà la saggezza di farlo dimettere, - conclude - ci penseranno fra poco i cittadini, votando No al referendum del 22 e 23 marzo, a mandare a casa, insieme alla sua cosiddetta riforma, il ministro che chiama mafiosi i propri magistrati".
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Quali parole indignano tanto le toghe per il No? "Il sorteggio rompe il meccanismo para mafioso delle correnti, questo verminaio correntizio come l'ha definito l'ex procuratore Antimafia Benedetto Roberti poi eletto con il Pd al Parlamento Europeo - ha detto Nordio al quotidiano veneto - Un mercato delle vacche. Lo scandalo Palamara ha mostrato tutto questo: ma hanno messo il coperchio su questo scandalo, 4 o 5 disgraziati costretti alle dimissioni, e poi nulla è cambiato".
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Apriti cielo. Le parole di Nordio sono state criticate dai leader dell'opposizione Giuseppe Conte ed Elly Schlein. Il ministro respinge le polemiche: "Non capisco tanta indignazione scomposta alle mie dichiarazioni sulle correnti del CSM. Io mi sono limitato a citare le affermazioni di Nino Di Matteo, un noto pm preso a modello dal Pd e dalla sinistra, riportate dal Fatto quotidiano e da altri giornali, quindi fonti non particolarmente vicine a noi, nel settembre 2019. Di Matteo parlò di 'mentalità e metodo mafioso'. Altri esponenti del 'partito del No' si sono espressi, a suo tempo, in modo anche più brutale. Ne faremo un elenco e lo pubblicheremo".