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Referendum, il Pd sfrutta i campioni del curling per spingere il No. L’incredibile figuraccia
Finisce con Amos Mosaner che ne chiede la rimozione, il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, che si dice sbalordito, e, quindi, con la rimozione del post incriminato la polemica scoppiata nelle ultime ore per un post che il Pd ha pubblicato sui social per la campagna a sostegno del No al referendum sulla giustizia. Un contenuto che finiva di fatto per “arruolare” gli azzurri del Curling nella battaglia sulla riforma della giustizia. Riavvolgiamo il nastro. Il video dem mostrava le immagini di un colpo vincente della coppia azzurra come metafora del voto di marzo. "Il mio impegno è e rimane esclusivamente sportivo, nel rispetto dei valori olimpici e di tutti coloro che mi seguono e sostengono", è la netta presa di distanza, su Instagram, di Amos Mosaner "in merito alla diffusione, sui canali social del Partito Democratico, di un video che riprende immagini di una mia partita accompagnate da un messaggio di invito al voto per il referendum del prossimo 22 e 23 marzo".
"Desidero precisare che non sono stato informato preventivamente dell'utilizzo di tali immagini né ho in alcun modo autorizzato l'associazione della mia performance sportiva a messaggi o iniziative di carattere politico", chiarisce l'atleta che passa poi a chiedere che "le immagini che mi ritraggono vengano rimosse da qualsiasi comunicazione che possa generare un collegamento, diretto o indiretto, tra la mia attività sportiva e iniziative di natura politica". Interviene anche il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, dicendosi "sbalordito" dal fatto che sono state utilizzate "immagini dei nostri atleti durante le competizioni dei Giochi Olimpici per promuovere una scelta politica".
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Alla fine è il Pd a spiegare che "appena abbiamo appreso della richiesta avanzata da Amos Mosaner e da Stefania Costantini, dispiaciuti che il post possa essersi prestato a fraintendimenti, è stato rimosso immediatamente", pur osservando che "il post pubblicato qualche ora fa dall'account del Partito Democratico utilizzava l'immagine di un evento sportivo che aveva avuto grande seguito, con un linguaggio comunicativo, quello del meme, che per sua natura funziona grazie alla sua semplicità e si inserisce in un contesto ironico". "Non vi era nessuna intenzione di coinvolgere direttamente gli atleti nella campagna referendaria, di attribuire loro una posizione politica, né di strumentalizzare in alcun modo le loro prestazioni sportive, delle quali siamo, come tutti, orgogliosi", conclude una nota dem. Resta una figuraccia "olimpica" da parte del partito di Elly Schlein.