Maastricht

Al vertice Ue l'asse Italia-Germania guida il rinnovamento dell'Europa

Andrea Riccardi

Non c'è più tempo da perdere. L'Europa deve rilanciarsi come potenza se non vuole soccombere. L'imperativo è chiaro a tutti, le ricette indicate da Mario Draghi ed Enrico Letta sono lì sul tavolo ma la scelta e il metodo diventano una questione di leadership politica. È questa la posta in gioco a vertice informale sulla competitività al castello di Alden Biesen, non lontano da Maastricht, in Olanda. "L'obiettivo è quello di arrivare al Consiglio europeo del 19 e 20 marzo con una roadmap precisa da approvare per riformare il mercato unico fino al 2028", ha spiegato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, parlando al Parlamento europeo. A guidare le danze per ora è il duo italo-tedesco di Giorgia Meloni e Friedrich Merz. L'incontro riunirà la maggior parte dei leader Ue in un prevertice attorno ad alcuni punti. La coppia Meloni-Merz, assieme al premier belga Bart de Wever (anche lui dei conservatori europei) chiedono una maggiore semplificazione della normativa per ridurre gli oneri amministrativi che frenano la crescita, l'innovazione e la competitività delle imprese. Sottolineano che il pacchetto automobilistico, la revisione del Cbam e quella futura dell'ETs dovranno eliminare gli oneri non necessari e garantire la neutralità tecnologica. 

Propongono inoltre di accelerare le procedure amministrative attraverso il prossimo Industrial Accelerator Act, a sostegno dei prodotti europei "puliti". I tre Capi di governo spingono poi per adottare il 28° regime giuridico per le imprese innovative, che la Commissione presenterà il 18 marzo, "entro la fine dell'anno per superare la frammentazione dei sistemi nazionali e sostenere l'espansione delle imprese innovative". Dall'altro lato c'è la linea del presidente francese, Emmanuel Macron, offuscato dal cono d'ombra proiettato da Roma e Berlino.vIl capo dell'Eliseo insiste sul 'buy European' e sul prestito comune per gli investimenti richiesti da Draghi, da finanziare con gli eurobond. Sul primo momento anche dall'Italia. "Sugli eurobond io sono sempre stato favorevole ma in questo momento non c'è accordo tra Francia e Germania, quindi è inutile aprire un dibattito e dividerci", ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

  

La Segretaria del Pd Elly Schlein ha invece lanciato, con la delegazione dem a Strasburgo, una campagna per  l'integrazione verso gli Stati Uniti d'Europa. "Una questione di sopravvivenza", ha sostenuto la leader piddina. I socialisti tedeschi della Spd, al governo a Berlino assieme ai centristi della Cdu, non hanno gradito l'iniziativa del cancelliere. Sul punto la presidente della Commissione europea ha messo le mani avanti: "Credo che nei settori strategici, la preferenza europea sia uno strumento necessario che contribuirà a rafforzare la base produttiva europea. Può contribuire a creare mercati guida in quei settori e a sostenere l'aumento delle capacità produttive europee. Ma voglio essere chiara: è una linea sottile da percorrere. Non esiste una soluzione universale". L'ipotesi di fare nuovo debito, invece, viene rispedita al mittente da Berlino. Ma per il documento italo-tedesco preparato in vista del vertice informale dei leader Ue "è un'opinione personale di Merz e non la posizione ufficiale del governo tedesco. La parte socialdemocratica non lo ha appoggiato", ha affermato il capodelegazione dei socialisti tedeschi al Parlamento europeo, René Repasi. Che ha rilanciato: "Il fatto che il cancelliere preferisca l'asse con la premier italiana e quello belga, entrambi dei conservatori di Ecr, piuttosto che con il presidente liberale francese Macron, in linea con la storica alleanza franco-tedesca non è un bel segnale per la politica europea".

"Il vertice - ricorda il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa - dovrà ripensare il nostro approccio alla competitività, all'autonomia e alla prosperità dell'Unione. Abbiamo in mano un'arma potente: il nostro Mercato Unico. Con 450 milioni di consumatori, è il vero superpotere dell'Europa e dobbiamo sfruttarlo al massimo del suo potenziale".