sabotatori delle Olimpiadi
Meloni e l’ira dopo gli scontri: “Nemici dell’Italia”. I veri terroristi e i finti tonti del Pd
È stato il day after di un sabato complicato sul piano della sicurezza e l’ordine pubblico. Dopo i sabotaggi su vari punti della rete ferroviaria, a proposito dei quali si indaga per terrorismo. E poi gli scontri a Milano tra i "no Olimpiadi" e le Forze dell’Ordine. Una sorta di martellamento concentrico in cui è impossibile ignorare la contestualità, cioè l’avvio dei Giochi invernali. Ma il problema è che neanche in questa occasione, parimenti a quanto avvenuto dopo i gravissimi fatti di Torino, la sinistra riesce a convergere verso un senso comune di condanna a quello che si configura come un attacco allo Stato. La ridda di reazioni vede governo e maggioranza compatti sulla condanna di quanto avvenuto e la vicinanza alle Forze dell’Ordine, nuovamente aggredite nel capoluogo lombardo. A partire dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «Migliaia e migliaia di italiani in queste ore lavorano perché tutto funzioni durante le Olimpiadi - ha detto -. Tantissimi lo fanno da volontari, perché vogliono che la loro Nazione faccia bella figura, che sia ammirata e rispettata. Poi ci sono loro: i nemici dell’Italia e degli italiani, che manifestano "contro le Olimpiadi", facendo finire queste immagini sulle televisioni di mezzo mondo. Dopo che altri hanno tranciato i cavi della ferrovia per impedire ai treni di partire». La premier ha poi espresso solidarietà «ancora una volta, alle Forze dell’ordine, alla città di Milano, e a tutti coloro che vedranno il loro lavoro vanificato da queste bande di delinquenti».
Dure anche le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto: «Chi si comporta come ieri (sabato n.d.r) a Milano o la settimana scorsa a Torino non lo fa contro il Governo pro tempore, lo fa contro lo Stato, la Repubblica, l’Italia. Tollerarlo significa indebolire l’Italia non la Meloni». E ancora, si domanda: «Perché non riusciamo ad essere compatti almeno quando è giusto esserlo, nel condannare dei delinquenti violenti e nel difendere la legalità?». La Lega attacca sui social: «Troppi complici a sinistra di violenti e teppisti, sbagliato sottovalutare episodi sempre più gravi e pericolosi, qualcuno pensa alla guerriglia urbana per attaccare il governo e fermare l’Italia? La risposta sarà fermissima, tolleranza zero». In Forza Italia, la presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato Stefania Craxi che parla di «vero e proprio atto di guerriglia urbana premeditata». E collega i disordini di Corvetto con i sabotaggi sulla linea ferroviaria: ciò «lascia presagire una più ampia strategia su cui è necessario indagare a fondo, tesa a boicottare i Giochi Olimpici invernali».
Ad aggiungere un’altra tessera al clima, peraltro, c’è stata anche la piccola manifestazione pro-Pal di Viterbo, in cui è comparso uno striscione pro Alfredo Cospito, militante anarchico al 41 bis dopo la condanna per terrorismo. Una circostanza che Francesco Battistoni, deputato azzurro, ha definito un «segnale inquietante». E a sinistra? Il sabato drammatico non scalfisce la vocazione alla polemica politica. «Noi condanniamo le violenze e i disordini sempre, da Torino a Milano, gli aggressori di ogni colore politico, anarchici, antagonisti, estremisti di sinistra ma anche i vostri amichetti nostalgici che assaltavano le sedi sindacali», dice Giuseppe Conte. Tuttavia, aggiunge, rivolto al centrodestra: «Basta distrazioni di massa, siete al governo». I capigruppo Pd Braga e Boccia accusano: «Chi governa non può limitarsi a chiedere dichiarazioni agli altri: deve garantire risultati» e «quanto alla sicurezza, non si costruisce certo con le strumentalizzazioni quotidiane». Niente da fare, quindi. E a posteriori suona pure grottesco il post social di un nome storico della sinistra italiana, Pier Luigi Bersani: aveva pubblicato un «buongiorno da Rimini» con un tabellone di orari dei treni con molti ritardi. Come se il problema non fossero i sabottagi anarchici ma l’inefficienza delle Ferrovie italiane. Non era, insomma, un problema di traffico.