La polemica
Bocchino "censurato" al convegno sulle foibe, l'ira di Fratelli d'Italia
Un boccone amaro, che proprio la sinistra non riesce a digerire. Una ricorrenza che, incredibilmente, riesce ancora a dividere laddove dovrebbe unire. Perché, in realtà, i nipotini di Carlo Marx sono ancora convinti che quei morti non fossero italiani innocenti. Ma fascisti. E, come tali, meritevoli di quell'atroce destino. Con l'avvicinarsi del 10 febbraio tornano le polemiche sul Giorno del Ricordo. La rossa Toscana dà inizio alle danze con una presa di posizione grottesca, imposta alla giunta guidata dal moderato, ex socialista Eugenio Giani dall'Anpi e dalla sinistra radicale. Le celebrazioni di martedì prossimo in consiglio regionale non prevederanno la partecipazione di relatori esterni, a differenza di quanto era stato stabilito dall'ufficio di presidenza. Viene cosi escluso l’intervento del direttore del Secolo d’Italia, Italo Bocchino.
“Quanto sta accadendo in Toscana è inaudito, le istituzioni non devono cedere ai diktat degli estremisti – ha sottolineato il consigliere regionale di Fdi, Diego Petrucci - Questa sinistra infoiba il diritto di parola così come i titini infoibavano i cittadini italiani 80 anni fa. Avevo fortemente voluto la presenza di Bocchino, perché il giornalista ha girato un importante documentario raccontando la storia della famiglia dell’imprenditrice toscana Federica Martini Masoni”. L'esponente meloniano ha poi spiegato i motivi di questa decisione: “è stata assunta dopo le pressioni da parte di Anpi, Aned e Sce a cui non è andata giù la presenza di Bocchino. È gravissimo che il Parlamento della Toscana sia del tutto assoggettato al volere degli estremisti, non è mai successo prima”.
Sul tema è intervenuto anche il deputato di Fdi, Giovanni Donzelli. “Vorrebbero far saltare tutto per odio ideologico. Lo stesso odio ideologico che spinse il Maresciallo Tito a sterminare e infoibare gli italiani che il 10 febbraio dovremmo ricordare. Avallare questa folle richiesta significherebbe per la sinistra toscana scegliere di essere gli eredi culturali degli infoibatori comunisti titini, anziché i custodi istituzionali della democrazia e del pluralismo. Sappiamo tutti che per la sinistra la colpa di Bocchino è quella di essere di destra”. Il responsabile organizzazione di Fdi ha poi ricordato come, questa ricorrenza, continui, a distanza di anni, a essere avversa dall'universo progressista. “Se non ci fosse stata la destra italiana che ha tramandato quelle pagine di storia che erano state strappate, oggi in Italia non verrebbe celebrato il Giorno del Ricordo, occasione durante la quale hanno sempre parlato tutti senza censura".