solito antisemitismo

Pd, “meglio maiale che sionista”. Il post choc dei Giovani Democratici fa scattare la baruffa

Gianni Di Capua

“Nel Pd dovrebbe esserci un bel manifesto, contro questa oscena cosa che avete prodotto”. Con queste parole Emanuele Fiano ha preso di mira un post pubblicato su Instagram dai Giovani democratici di Bergamo, aprendo l’ennesimo fronte di tensione dentro il partito di Elly Schlein sul tema di Israele, antisemitismo e sionismo. Il contenuto incriminato, poi rimosso, mostrava un’immagine di Porco Rosso, protagonista del celebre film di Hayao Miyazaki, accompagnata dalla scritta: “Meglio maiale che sionista”. A completare il messaggio, una rivendicazione netta: “Questo non è antisemitismo. E chi si ostina a sostenere il contrario ha un progetto politico ben preciso”. La polemica è esplosa rapidamente, passando dai social al confronto diretto tra esponenti di generazioni diverse del Pd. 

 

  

 

Per Fiano non si tratta di una semplice provocazione mal riuscita, ma di un segnale allarmante. L’ex deputato dem ha ricordato che non è la prima volta che entra in rotta di collisione con i Giovani democratici bergamaschi: già a novembre il movimento aveva contestato un’iniziativa pubblica alla quale lui era stato invitato. Nel mirino di Fiano non c’è soltanto il linguaggio utilizzato, ma l’impostazione culturale che, a suo giudizio, emerge dal post. Negare il diritto all’autodeterminazione del popolo ebraico, sostiene, è “sintomo di una ignoranza spaventosa”, al di là delle etichette e delle definizioni. Un punto su cui l’ex parlamentare insiste, ritenendo fuorviante separare in modo semplicistico antisionismo e antisemitismo quando si arriva a colpire l’esistenza stessa di Israele. I Giovani democratici respingono però l’accusa. Per loro il post aveva un carattere volutamente provocatorio, sia nella forma che nel contenuto. La citazione grafica di Porco Rosso sarebbe una rielaborazione del celebre motto “meglio maiale che fascista”, mentre sul piano politico l’obiettivo era criticare la recente approvazione, in Commissione Affari costituzionali, di un disegno di legge che recepisce la definizione di antisemitismo dell’IHRA. Una definizione che, secondo i giovani dem, rischia di includere anche la critica allo Stato di Israele, alimentando un dibattito che da tempo divide il Partito democratico. 

 

 

Ma per Fiano il nodo non è normativo, bensì concettuale. Il problema, sostiene, è l’uso distorto del termine “sionismo”, ridotto a una caricatura. “Io sono sionista”, ha spiegato, rivendicando una tradizione politica che nulla ha a che vedere con l’odio o con la guerra. E richiama esempi precisi: Yitzhak Rabin e Shimon Peres, protagonisti del processo di pace con i palestinesi; David Ben Gurion, che dopo il 1967 chiese la restituzione dei territori; fino a Yair Golan, oggi leader della sinistra israeliana e tra le voci più dure contro Benjamin Netanyahu e la guerra a Gaza, sostenitore della soluzione “due popoli, due Stati”. Dall’altra parte, il segretario provinciale dei Giovani democratici, Lorenzo Lazzaris, ribadisce la linea del movimento: “Definirsi antisionisti non equivale a definirsi antisemiti”. Una distinzione che i giovani rivendicano come centrale e che segna una distanza profonda rispetto alla lettura proposta da Fiano. Il post è stato cancellato, ma la frattura resta. Tanto che se n’è parlato anche durante la direzione del Pd: “Io non sono tra quelli che voterà Sì al referendum, sono per il No ma pretendo di stare in un partito in cui chi ha una opinione diversa sul referendum viene rispettato e non viene messo alla stregua di CasaPound. Non sono sionista, ma pretendo che quella cultura abbia il rispetto che merita. E che - le parole della senatrice Sandra Zampa - non si faccia di tutta l'erba un fascio definendo 'maiale' un sionista. Io faccio parte della minoranza di questo partito, ma sono orgogliosa di fare parte della minoranza e voglio dire che non penso sia accettabile essere paragonati a persone che tradiscono il partito. L'unità non è unanimismo e le minoranze sono l'ossigeno della democrazia”.