polemiche strumentali

Niscemi, la sinistra usa la frana per attaccare il Ponte sullo Stretto

Gianni Di Capua

Peggio del Vajont, almeno dal punto di vista tecnico. Si potrebbe sintetizzare così l'intervento, affidato a un'intervista a SkyTg24, del capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, su quanto accaduto a Niscemi, il comune siciliano sventrato da una frana lunga 4 chilometri. Il paragone è con il disastro che nell'ottobre del 1963 portò alla morte di migliaia di persone. Allora una frana dal pendio del Monte Toc causò la discesa di 263 milioni di metri cubi d'acqua all'interno di un bacino artificiale creato da una diga da poco costruita, causando un'esondazione. A Niscemi il movimento franoso "è di circa 350 milioni di metri cubi", ha precisato Ciciliano. La frana del comune in provincia di Caltanissetta non ha causato vittime, ma sono oltre mille i cittadini sfollati, 500 nuclei familiari, alcuni dei quali non potranno tornare a casa. Quelle case, ha detto ancora il capo della Protezione civile, "dovranno essere distrutte, ammesso che l'arretramento della frana non ci pensi da solo".

 

  

Per il momento il governo ha stanziato 100 milioni per l'emergenza in Sicilia, Calabria e Sardegna, colpite dal Ciclone Harry, ma è solo il primo passo, ha detto ieri la premier. Su dove trovare parte dei fondi per ricostruire, l'opposizione ha le idee chiare: dirottare i miliardi previsti per la costruzione del Ponte sullo Stretto, il cavallo di battaglia del leader della Lega, Matteo Salvini, che afferma: "No, ne troveremo altri". In questa direzione ha votato ieri, con voto segreto, anche l'Assemblea regionale siciliana, approvando un ordine del giorno di Sud chiama Nord che impegna la Regione a destinare 1,3 miliardi previsti come cofinanziamento regionale per il Ponte a un programma straordinario di risanamento ambientale.

 

Intanto nel mirino delle opposizioni è finito il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, governatore della Sicilia fino al 2022, che il prossimo 4 febbraio riferirà in Parlamento: "Aveva le carte sul tavolo e non ha fatto niente, può solo dimettersi", afferma Avs. Italia Viva ha lanciato una petizione online sul suo sito per chiedere le dimissioni del ministro: "Non solo non vi è traccia dei sei miliardi di euro per la messa in sicurezza del territorio avuti a disposizione durante la sua presidenza, ma c'è un fatto ancora più grave: la Regione non ha presentato alcun progetto per Niscemi per usufruire dei fondi del PNRR. E in quel periodo il Presidente della Regione era proprio Musumeci. Un'occasione persa imperdonabile che aggrava il quadro delle sue responsabilità dirette", si legge in una nota. Non vuole "polemizzare", invece, il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, che dice: "Ad ogni anniversario della frana del 1997 ho mandato una lettera al presidente della Repubblica, al presidente della Regione, al presidente del Consiglio, ai capi dipartimento. Peraltro, solo a dicembre del 2025 abbiamo ottenuto i soldi previsti nella fase 2 e 3 della frana di 29 anni fa, per cui ci abbiamo lavorato. Ad ogni modo ci confronteremo".

 

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"Le polemiche delle opposizioni sull'ondata di maltempo che ha colpito la Sicilia" appaiono "strumentali e lontane dal senso di responsabilità che la situazione imporrebbe - dichiara il Sottosegretario di Stato al Mit, Tullio Ferrante di Forza Italia - Il Governo ha gia assicurato i fondi per i primissimi interventi, pari a 100 milioni di euro, ed e pronto a stanziare ulteriori risorse anche attraverso il Fondo di solidarietà europeo, come indicato dal vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani. Proporre di utilizzare le risorse del Ponte sullo Stretto di Messina, come fanno Elly Schlein e il Pd, significa venir meno alla seriet° e al senso di responsabilità che questa tragedia richiede".