il caso

Antisemitismo, Delrio partecipa all’evento promosso da Gasparri. Così diventa bestia nera dei ProPal

Redazione

È la “bestia nera” del giorno, l’autore di un disegno di legge per il contrasto all’antisemitismo, che ha fatto infuriare il Nazareno. E che ha spintogli attivisti ProPal a mobilitarsi: «C’è un Pd liberticida». É il senatore Graziano Delrio, una brillante carriera la sua, sindaco di Reggio Emilia, già presidente dell’Anci, poi ministro nella stagione di Matteo Renzi, capogruppo a Montecitorio nella scorsa legislatura ed oggi qualificatissimo esponente della minoranza dem. Il suo testo a Palazzo Madama è stato scaricato dal capogruppo Francesco Boccia, che gli affiancato la versione ufficiale depositata dal collega Andrea Giorgis. Titolo efficace: prendiamola larga, concentriamoci sugli odi razziali. Ieri il senatore ribelle ha varcato il portone di Palazzo Madama per partecipare ad una tavola rotonda organizzata dal capogruppo di Forza Italia Maurizio Gasparri, moderata dal giornalista David Parenzo. Un nuovo scandalo per il suo gruppo parlamentare, quello del Pd, che ha trovato conferma alle sue preoccupazioni: Delrio vuole lavorare al testo con la maggioranza di governo.

 

  

 

Entrando, una battuta con i giornalisti: «Nel partito abbiamo punti di vista diversi ma purtroppo il dibattito è partito male». Poi precisa: «Molto male». Il confronto con il presidente dei senatori azzurri è disteso. Incita Delrio: «Maurizio, dobbiamo scrivere 5 articoli, dobbiamo dare un segnale». E ancora: «Il Parlamento italiano deve farsi sentire sulle discriminazioni antisemite che non dipendono da Benjamin Netanyahu, magari, dipendessero da lui, perché finirebbero con il suo governo Netanyahu». Gasparri di rimando: «Non siamo a celebrare una intesa tra me e lui. Mi auguro una legge unanime, Se poi qualcuno si tira fuori...». Per gli azzurri, però, c’è un punto fermo: «Deve essere una legge contro l'antisemitismo, le altre forme di odio le affrontiamo da domani». Morale: «Ci deve essere la definizione dell’Ihra». Raccoglie l’auspicio il senatore riformista: «Mostriamoci in questi giorni all’altezza, facciamo presto, bene e insieme». Anche sul punto specifico: «Di certo è il riferimento di tutti i paesi europei e della Commissione europea, quindi appare difficile prescindere da questa».

 

 

L’esatto contrario di quanto ha in mente il Nazareno: impossibile lavorare ad un testo bipartisan senza l’avvallo di Giuseppe Conte. Eppure è la direzione auspicata anche dalla ministra della Famiglia Eugenia Roccella che interviene al convegno: «Io spero alla fine in un accordo trasversale, la definizione di antisemitismo dell'IHRA, la usiamo da tempo». Oggi intanto la commissione Affari Costituzionali approverà il testo base, partendo dai documenti presentati dal capogruppo della Lega Massimiliano Romeo e dal senatore di Iv Ivan Scalfarotto. Aspettando Godot, o meglio Elly Schlein.