Alta tensione

Afghanistan, Meloni "striglia" Trump: "Tra paesi alleati ci vuole rispetto. Con gli Usa siamo amici"

Andrea Riccardi

I militari alleati della Nato? "Sono rimasti nelle retrovie, lontani dalla linea del fronte". Dichiarazioni, quelle consegnate ai microfoni Fox News da Donald Trump che non potevano essere lasciate cadere anche da chi, da oltre un anno, è impegnato nel costruire ponti tra le due sponde dell'Atlantico. Dopo le piccate reazioni di Londra, Berlino e Parigi, che pur con sfumature diverse hanno stigmatizzato a stretto giro quelle parole ritenute 'offensive', anche il governo italiano ha esternato "stupore". La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata chiara e si è unita al "rimprovero" dei paesi Nato, attaccati da Trump in merito al intervento in Afghanistan: un impegno certamente non poco dispendioso né passeggero, durato circa vent'anni tra la missione Isaf (2001-2014) e la successiva Resolute Support, dal 2015 al 2021. Dopo la presa di distanza del titolare della Difesa Guido Crosetto, che rinvia al mittente "analisi superficiali e sbagliate", la dura posizione presa dalla Farnesina e l'incalzante premendo dei partiti d'opposizione, Meloni ha rotto gli indugi, con una dichiarazione altrettanto ferma, indirizzata per la prima volta all'alleato e amico americano. Mettendo in dubbio l'impegno degli Alleati, anche quelli italiani, Trump insomma si è forse spinto troppo in là. Anche per Meloni.

"Italia e Stati Uniti sono legati da una solida amicizia, fondata sulla comunanza di valori e sulla collaborazione storica", ha sottolineato la premier in una nota diramata da Palazzo Chigi. La collaborazione - ha puntualizzato - è ancora più necessaria di fronte alle molte sfide in atto". Tuttavia, "l'amicizia necessita di rispetto, condizione fondamentale per continuare a garantire la solidarietà alla base dell'Alleanza Atlantica". E così Meloni ha riavvolto il filo della storia e del pluridecennale impegno italiano costato la vita a "53 soldati italiani". Un impegno che ha lasciato "oltre 700 feriti in operazioni di combattimento, missioni di sicurezza e programmi di addestramento delle forze afghane". Un costo, questo il suo monito, "che non si può mettere in dubbio". L'impegno dei Paesi Nato nei confronti degli Stati Uniti, ha ribadito ancora Meloni, fu "un atto di solidarietà straordinario", scattato dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001, quando la Nato "per la prima e unica volta nella sua storia", ha attivato l'Articolo 5. "In quell'imponente operazione contro chi alimentava il terrorismo, l'Italia - ha sottolineato la premier - rispose immediatamente insieme agli alleati, dispiegando migliaia di militari e assumendo la piena responsabilità del Regional Command West, una delle aree operative più rilevanti dell'intera missione internazionale". Da qui la forte presa di distanza dal Capo della Casa Bianca: "Non sono accettabili affermazioni che minimizzano il contributo dei Paesi Nato in Afghanistan, soprattutto se provengono da una nazione alleata".