La giustizia

Referendum, Di Pietro: "Anm? Matrigna cattiva. Falsifica perché teme il sorteggio"

Redazione

 

"L'Anm è un'associazione privata, ha il diritto di esprimere tutte le idee che vuole. Ma il diritto di critica non è diritto di falsificazione criminale dei fatti". Così Antonio Di Pietro, ex pm di Mani pulite e testimonial del comitato Sì Separa, in un'intervista al 'Corriere della Sera' sul referendum sulla riforma della giustizia.

  

"Non mi interessa la denuncia penale, ma morale di magistrati che per il loro status hanno maggiore credibilità. E se dicono 'il pm non sarà più indipendente' i cittadini ci credono. Invece è falso. Ed è più riprovevole detto da loro. Finora era la politica che inventava cose per criticarle, mai i magistrati", aggiunge. E poi rimarca: "Non puoi dire che la luna è quadrata usando furbescamente la credibilità che si è guadagnato chi ti ha preceduto, magari perdendo la vita. Sappiamo che il punto non è la separazione delle carriere", ma "il sorteggio che recide il cordone ombelicale tra il Csm e la sua matrigna cattiva".

Quale matrigna? "L'Anm. La Costituzione prevede tre poteri. Sono diventati tre più uno: l'Anm. Un'associazione privata in cui sono confluiti quasi tutti i magistrati, diventati gruppo nella foresta", sottolinea Di Pietro. Che, alla domanda su che cosa c'è di male, risponde: "Che quell'entità non prevista dalla Costituzione decide chi promuovere e chi no. Non sempre per meritocrazia ma spesso per lottizzazione delle correnti. E a quel punto non rispondi più solo alla legge, ma all'associazione privata che ti ci ha messo. Ne ho viste molte di entità del genere".