MEZZOGIORNO DI FUOCO IN ANTIMAFIA

Dossieraggio, esposto di Gasparri in Procura sullo scandalo Report-Bellavia. La Lega attacca anche su De Raho

Dario Martini

Maurizio Gasparri ha presentato un esposto alla procura di Milano sullo scandalo dei presunti dossier del caso Bellavia-Report. Il capogruppo di Forza Italia al Senato chiede di approfondire e di chiarire la vicenda dell’ormai famoso "papello" di 36 pagine con la lunga lista di nomi di magistrati, imprenditori e personaggi dello spettacolo finiti nel faldone del fascicolo aperto dagli stessi pm per indagare sull’ex collaboratrice di Bellavia, Valentina Varisco, che secondo l’accusa avrebbe sottratto al commercialista una mole imponente di "file" (circa 1,3 milioni) ad «altissima sensibilità». Di questo scandalo, insieme ad altri dossieraggi che sarebbero stati portati avanti negli ultimi mesi, si parlerà oggi per la prima volta nella seduta delle 12,30 della commissione parlamentare d’inchiesta Antimafia a Palazzo San Macuto. Ufficialmente, però, la riunione avrà al centro la relazione della presidente Colosimo (FdI) sui dossier di Striano&Co, ovvero la maxi inchiesta della procura di Perugia, passata poi a quella di Roma, che vede in una posizione scomoda l’ex procuratore capo dell’Antimafia, Federico Cafiero De Raho, oggi onorevole dei 5 Stelle ma anche componente della stessa commissione parlamentare. Un "piede in due staffe" che fa chiedere alla maggioranza un suo passo indietro per «evidente conflitto di interessi».

 

  

 

Ma partiamo dalla storia che coinvolge la trasmissione di Rai 3, condotta da Sigfrido Ranucci, e il "biconsulente" Gian Gaetano Bellavia, il quale collaborava sia con Report che con le procure di mezza Italia. Gasparri fa notare che il suo esposto è divenuto ancora più importante alla luce delle parole di Andrea Puccio, legale della Varisco. Il motivo? «In un’intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano, il 3 gennaio scorso - sottolinea Gasparri - mise in dubbio l’esistenza di questo documento di 36 pagine, che costituisce un’ammissione di gravissime colpe. Però poi cinque giorni dopo i difensori hanno dovuto cambiare versione, riconoscendo che il documento era da attribuire allo stesso Bellavia. In quel documento si elencavano i giudici con cui Bellavia ha collaborato, avendo quindi evidentemente ricevuto da loro ampia documentazione e dall’altro lato un elenco di persone di cui Bellavia si è occupato, molte delle quali mai indagate e quindi evidentemente vittime, questo ipotizzo, di un autentico dossieraggio. La Procura di Milano deve indagare su questo scandalo gravissimo che investe Bellavia, ma anche la trasmissione Report e la Rai stessa. Noi in ogni caso lo faremo negli organismi parlamentari preposti». Chiaro riferimento alla commissione parlamentare Antimafia. Non è un caso che il vicepresidente Mauro D’Attis (Forza Italia) abbia già fatto sapere di voler chiedere l’audizione di Ranucci e Bellavia.

 

 

Oggi, come detto, è anche la giornata del «verminaio» (citazione del procuratore Raffaele Cantone), ovvero lo scandalo alla procura Antimafia che vede indagati Pasquale Striano e l’ex procuratore Antonio Laudati. De Raho era il loro capo, ma non è mai stato in alcuno modo coinvolto nelle indagini. Le accuse nei sui confronti sono solo politiche, dal momento che oggi fa parte della commissione d’inchiesta che si sta occupando del caso. Il senatore della Lega Manfredi Potenti, membro dello stesso organismo parlamentare, annuncia la posizione del suo partito condivisa col capogruppo Gianluca Cantalamessa: «Bisogna andare avanti e fare piena luce sul "cocktail al sapor di dossier". Spiace che Ranucci parli di "macchina del fango" (lo ha fatto tirando in ballo anche Il Tempo, ndr) e si ostini a cercare conflitti tra politici e giornalisti». Per quanto riguarda De Raho, infine, «la sua è una posizione di abuso dominante e conflitto d’interesse, perché ha avuto accesso a documentazione riservata».