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Atreju, il ministro Calderone: tempi brevi per l'assegno di inclusione

Pietro De Leo

 Giustizia, riforme, lavoro. È l’architrave dei temi principali su cui si è snodato il programma di Atreju nella giornata di ieri. Giunto a metà cammino (si conclude domani), l’evento di Fratelli d’Italia ha visto salire sul palco Carlo Nordio, il ministro della giustizia. Nel suo panel, anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi. La dinamica che prende via via corpo vede il senatore toscano andare all’attacco, incalzando il governo sul percorso di riforma della giustizia. «Fino a questo momento - dice - non avete messo il ministro Nordio in condizione di fare quello che ha sempre detto. Siete in ritardo sulla giustizia e il tempo inizia a scadere». Secondo Nordio, l’anno appena trascorso non è passato invano, ma «gran parte del nostro lavoro ministeriale» è stato incentrato su «giustizia civile, efficienza della giustizia, conseguimento degli obiettivi del Pnrr». E poi pone l’accento sul Ddl che porta il suo nome, al vaglio del Senato che «sarà una rivoluzione copernicana». Anzi, affronta poi un tema che sta molto a cuore ai garantisti, ovvero la riservatezza sugli avvisi di garanzia, che «viene regolarmente violata, in base a un principio di rango costituzionale inferiore che è la libera informazione».
Il lavoro da compiere sulla giustizia, è ancora molto.

Ma i passi da compiere sono molto chiari: «Entro la primavera», spiega il Guardasigilli, «il pacchetto cosiddetto Nordio sarà approvato». E la separazione delle carriere? «Si farà, ma dopo il premierato». Molto affollato dal pubblico, in serata, anche il panel sul lavoro, moderato dal direttore del Tempo Davide Vecchi, che ha visto come ospite d’onore il ministro Maria Elvira Calderone. Dai microfoni di Atreju ha approfondito quanto annunciato qualche ora prima: «Stiamo procedendo con una tabella di marcia che mi fa dire che arriviamo in anticipo all'apertura della presentazione delle domande dell'assegno di inclusione», calendarizzata per il 18 dicembre.

  

E aggiunge: «Capisco che a qualcuno dispiaccia. Per me è una delle condizioni importanti che hanno sempre caratterizzato il mio lavoro, cioè applicarsi per far sì che le norme siano scritte bene e siano di facile applicazione». Nella sessione, presente anche il segretario Cisl Luigi Sbarra, che continua a mantenere la sua linea dialogante verso il governo, e osserva: «Competenza, formazione, politiche attive: sono questi i fattori dirimenti oggi del nuovo mercato del lavoro. Esattamente quello che è mancato nel Reddito di cittadinanza che ha funzionato come sussidio e sostegno ai non occupabili ma ha clamorosamente fallito sull'attivazione delle energie occupabili e dell'inclusione nel sistema produttivo». Spazio, poi, anche alle riforme, dove il Presidente del Senato Ignazio La Russa fotografa la situazione dei numeri: «Pensare di avere i voti dei due terzi dei parlamentari per approvare la riforma è vana speranza», osserva. Mentre il ministro delle Riforme Alberti Casellati fissa il punto del confronto: «L'ascolto permane, se c'è qualcosa che si vorrà modificare la modificheremo, l'importante è che questa sia sintonica con l'impianto di questo progetto».

Tutto questo, mentre si anima il «popolo di Atreju», dove parlamentari ed esponenti di partito si prestano al saluto e al confronto con i militanti tra i vialetti del parco di Castel Sant’Angelo. Da Giovanni Donzelli ad Augusta Montaruli, da Walter Rizzetto ad Ylenja Lucaselli. Si incontrano anche gli eletti sui territori. «Da questo evento traiamo un solido orientamento programmatico» dice Francesco De Salazar, consigliere in secondo Municipio di Roma. Tornando ai temi, poi, rilevanza anche alla cultura. Lì, il ministro Gennaro Sangiuliano evidenzia un aspetto molto dibattuto in questi anni: «Il partito più forte in Italia è il Pdc, il partito del politicamente corretto».