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Fuga dal Pd, Borghi passa a Italia viva: con Schlein mutazione genetica

Christian Campigli

La politica massimalista, basata solo sull'odio dell'avversario di Elly Schlein inizia a dare i suoi primi risultati. Ma, al contrario di ciò che sperava la nativa di Lugano, sono conseguenze nefaste. Il suo partito infatti perde pezzi: Enrico Borghi ha deciso di lasciare il Partito Democratico e di passare a Italia Viva. “Le prime scelte di Schlein rappresentano una mutazione genetica: da partito riformista a un partito massimalista di sinistra – parole chiare e nette, quelle riportate questa mattina dall'agenzia di stampa AdnKronos - Ho fatto diverse interviste dopo l’elezione del nuovo segretario e ho posto i temi della sicurezza e della difesa, dei cattolici e dei democratici, di una necessità di una sintesi tra culture. Su questi argomenti non ho ricevuto alcuna risposta e come sappiamo in politica i silenzi contano più delle parole pronunciate”.

 

  

La sicurezza, nella concezione basica della sinistra radicale e neocomunista, è un argomento “di destra”, che non va toccato. A differenza di idee bislacche sulla nuova concezione di famiglia. “Ho sentito parole chiare su un altro versante, e cioè sull’utero in affitto Se c’è la capacità di costruire politica mettendo le persone dietro l’idea, io penso che Renzi possa insieme ad altre figure contribuire alla nascita di un nuovo soggetto”. Un acquisto molto importante quello di Borghi, indicato dal Pd come componente del Copasir. Italia Viva, che ambisce a posizionarsi al centro, ha le idee chiare anche sulla vicenda giustizia.

 

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“Il cronoprogramma prospettato dal ministro Carlo Nordio in merito agli interventi di riforma della Giustizia ci vede concordi: finalmente qualcosa di importante si sta muovendo – afferma Raffaella Paita, Presidente del gruppo Azione-Italia Viva in Senato - La preoccupazione è che, visti i vari veti incrociati che emergono dalle forze di Governo, il progetto del Ministro sia ostacolato. Questo sarebbe un grave danno per il Paese e per la credibilità del Governo stesso. Se la riforma Nordio non dovesse vedere la luce, sarebbe l'ennesimo tradimento degli elettori da parte di questo Governo. Noi di Italia Viva siamo pronti a fare la nostra parte e a dare una mano perché la giustizia sia finalmente riformata in senso liberale e garantista”.