proroga sui balneari

Balnerari, Centinaio contro il Consiglio di Stato: “Rivendichiamo la proroga”. Ora la mappatura

“La proroga automatica di tutte le concessioni demaniali marittime si pone in contrasto con il diritto europeo”. A stabilirlo il Consiglio di Stato nella sentenza con la quale accoglie il ricorso contro la decisione del Comune di Manduria di prorogare fino al 2033 le concessioni. «L’articolo 12 della direttiva 2006/123/CE (la direttiva Bolkestein, ndr), laddove sancisce il divieto di proroghe automatiche delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative è norma self executing e quindi immediatamente applicabile nell’ordinamento interno, con la conseguenza che le disposizioni legislative nazionali che hanno disposto (e che in futuro dovessero ancora disporre) la proroga automatica delle suddette concessioni sono con essa in contrasto e pertanto, non devono essere applicate», spiega il Consiglio di Stato nella sentenza.

 

  

 

Ma a contestare la decisione ci sono le parole del vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio: “La sentenza del Consiglio di Stato non ci sorprende. I giudici già nel 2021 avevano preannunciato che qualsiasi proroga successiva alle concessioni balneari sarebbe stata considerata da loro priva di efficacia. Noi però rivendichiamo la norma introdotta con la conversione in legge del Milleproroghe e il diritto del Parlamento a legiferare. A maggior ragione dopo questo pronunciamento, invitiamo il governo ad accelerare sulla mappatura delle coste. Una volta che avremo chiaro il quadro di quanta parte del litorale italiano è attualmente occupato e quanto invece rimane libero, potremo dimostrare alla Commissione europea che ci sono gli spazi per consentire l’ingresso di nuovi concessionari. Cioè, che le coste italiane non possono essere considerate una risorsa scarsa e, di conseguenza, le concessioni demaniali marittime non rientrano nella direttiva Bolkestein”. 

 

 

“Questa è la battaglia politica che la Lega - evidenzia l’esponente del Carroccio - si è sempre intestata in Italia e in Europa e continuerà a farlo, invitando anche gli alleati di governo a fare altrettanto, coerentemente con gli impegni presi in campagna elettorale. Non vogliamo una semplice proroga, ma una soluzione definitiva a questo problema, che da anni affligge circa 30mila imprese e che non offre un quadro normativo chiaro di riferimento nemmeno ai Comuni”.