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Guerra in Ucraina, Sergio Mattarella contro Putin: i russi crudeli con i civili

Mai avremmo pensato di dover assistere «all’immane disastro causato dalla guerra di aggressione scatenata dalla Russia contro l’Ucraina. Un’aggressione che ha fatto ripiombare l’Europa in un incubo che eravamo certi fosse destinato a rimanere nelle pagine più buie della nostra storia. Mai avremmo pensato che quell’incubo potesse ripresentarsi». Lo ha detto Sergio Mattarella, alla cerimonia degli auguri da parte del Corpo Diplomatico al Quirinale, parlando in videocollegamento dopo la pausa della sua attività in seguito al contagio per Covid. «E mai - ha proseguito il Presidente della Repubblica - avremmo pensato che un Paese come la Russia, a noi così vicino per cultura e storia, potesse arrivare al punto di attaccare le infrastrutture civili dell’Ucraina al fine crudele di privare la popolazione di luce, acqua e riscaldamento per tutto il lungo e rigido inverno di quei luoghi».

«Un anno fa, con la pandemia, ci dicevamo l’un l’altro che nessuno poteva sentirsi al sicuro finché tutti, ovunque nel mondo, non fossero stati al sicuro dalla malattia. Oggi purtroppo dobbiamo constatare come lo stesso assioma valga anche per quanto sta avvenendo in Ucraina - ha detto Mattarella - In un mondo sempre più interconnesso, le sofferenze inflitte dalla guerra non stanno colpendo solo l’Ucraina. In ogni angolo del mondo - ha proseguito il capo dello Stato - cittadini di Paesi diversi e lontani tra loro, soffrono per le ripercussioni del brutale attacco russo. L’insicurezza alimentare, le difficoltà di approvvigionamenti energetici e la crescita esponenziale dei prezzi colpiscono indiscriminatamente in tutti i continenti e ovunque le fasce più deboli sono le prime a pagare il prezzo di scelte scellerate».

  

 

 

 

Poi Mattarella parla anche «Oggi la comunità internazionale, noi tutti, dobbiamo prenderci cura della democrazia, difenderne con vigore quei valori e ideali che sono la condizione indispensabile perchè tutti possano godere dei diritti umani fondamentali». Lo ha detto Sergio Mattarella, alla cerimonia degli auguri da parte del Corpo Diplomatico al Quirinale. Il capo dello Stato cita Shirin Ebadi, prima donna musulmana premio Nobel per la pace: «’per prenderci cura di una bella pianta dobbiamo innaffiarla tutti i giorni, stare attenti a quanta luce riceve. Non possiamo limitarci a versarci sopra una grande quantità d’acqua e poi ignorarla per un anno. In queste condizioni, la pianta muore. E lo stesso avviene per la democrazia: se non viene sorvegliata dalla gente, muorè. Sono parole da condividere» ha concluso il capo dello Stato che si è chiesto: «Come possiamo accudire le nostre democrazie? Come possiamo lavorare per una pace giusta?».