fuori dal coro

Fuori dal coro, Mario Giordano scatenato: "Non è fascismo ma la liberazione da Di Maio e Speranza"

È il giorno dei festeggiamenti. Mario Giordano dedica ovviamente la sua introduzione della puntata di Fuori dal Coro su Rete 4 al trionfo del centrodestra alle elezioni. E si scatena senza freni.

"Stamattina mi son svegliato e non ho trovato l'invasore come volevano farci credere - attacca il conduttore - ho trovato la vincitrice di elezioni democratiche. Una leader che, piaccia o non piaccia, è stata scelta dagli italiani con il loro libero voto. Va rispettato anche se c'è qualcuno che non vuole accettarlo".

  

 

"Le ultime settimane a guardare le televisioni - continua Giordano - tutti dicevano che se avesse vinto la Meloni sarebbe tornato il fascismo. Quindi dovremo mica vedere di nuovo i cinegiornali? Gli italiani non hanno creduto a questi appelli insensati e hanno scelto il loro governo. Ed è tutt'altro che fascismo ma la festa della democrazia".

 

Poi il saluto "accorato" al vecchio governo. "Di Maio non rappresenterà più l'Italia all'esterno. Non è stato neppure eletto, questo non è fascismo ma una liberazione. E non è forse una liberazione non avere più come ministro della Salute Roberto Speranza? Quello che ci aveva detto che avremmo avuto una sanità migliore dopo il Covid e invece è stato un disastro? Non è una liberazione poter dire "ciao ciao" al ministro Lamorgese che ha favorito l'immigrazione clandestina o che almeno non l'ha fermata? Ciao ciao... " e in studio parte il balletto sulle note del brano della Rappresentante di Lista.