atto di barbarie

Caso Richetti, Calenda sbotta: “Operazione elettorale, dal Pd campagna denigratoria”

A meno di una settimana dalle elezioni del 25 settembre non si placano le polemiche sul caso che ha coinvolto Matteo Richetti, senatore di Azione. A parlare della vicenda è Carlo Calenda: «Il caso Richetti comincia a chiarirsi. Io credo sia un caso senza precedenti nel giornalismo contemporaneo. Parliamo di denunce anonime a 7 giorni dal voto. Oggi la cosa è diventata più chiara non anonima. È un atto di barbarie, e il Pd ha fatto una campagna denigratoria nei suoi confronti». Così il leader di Azione Carlo Calendo parlando a Metropolis del ’caso Richettì. 

 

  

 

La denuncia anonima, riporta Lapresse, sarebbe stata fatta dall’attrice Lodovica Mairé Rogati e a riguardo, parlando a Metropolis, il leader di Azione aggiunge che «si tratta di una persona condannata a 4 anni per calunnia e stalking, è chiaramente un’operazione elettorale. Questo dossier gira per le redazioni da mesi, lo sapevamo tutti, ma nessuno ha scritto niente. Matteo si è trovato in una condizione assurda, da persona che aveva denunciato si è trovato oggetto di una barbarie. Che cosa gli costava verificare? Le denunce anonime si verificano 10 volte di più. Del resto Fanpage non è nuovo a questo modo di fare, penso al figlio di De Luca».

 

 

In giornata è arrivato poi un nuovo commento di Richetti: «Come noto, negli ultimi giorni, la testata Fanpage.it ha avviato nei miei confronti una campagna diffamatoria senza precedenti. Mi sono convinto, dall’evoluzione dei fatti di questi giorni, e in particolare da quanto rivelato dall’accurata inchiesta della testata ‘Domani’ non certo vicina ad Azione, che si tratti di un’operazione politica, ordita per danneggiare me come candidato, e soprattutto la lista Azione-Italia Viva-Calenda a pochi giorni dal voto».