la lettera

La lettera di Matteo Salvini: “Decreti sicurezza nei primi 100 giorni. A sinistra preoccupanti silenzi”

Matteo Salvini

Caro direttore, Ti ringrazio per il titolo di ieri, «Insicurezza Italia»: è un atto di coraggio nell'epoca della realtà capovolta. A fronte di un incremento dei reati del 12,8% - certificato dallo stesso Viminale - e di una escalation di sbarchi (51.353 nel 2022, contro i 23.370 del 2018 e gli 11.471 del 2019), il problema che agita la sinistra e i media mainstream non è la violenza o l'insicurezza diffusa, bensì chi la denuncia. I lettori ricorderanno, caro direttore, che a fronte di una diminuzione di sbarchi e di tragedie nel Mediterraneo, del crollo dei reati con aumento della videosorveglianza e delle assunzioni di donne e uomini delle forze dell'ordine, nel 2019 Pd e 5Stelle avevano organizzato un inciucio politico pur di non far votare gli italiani che avrebbero premiato la Lega passando dalle urne. Nacque così una maggioranza non in sintonia con il Paese, capace solo di cancellare i Decreti sicurezza che avevano portato risultati tangibili. Non solo. La sinistra scelse di mandarmi a processo, teorizzando che un ministro dell'Interno che blocca l'immigrazione clandestina e difende l'Italia non è un ministro che fa il proprio mestiere, bensì un criminale sequestratore. Dato che non vince nelle urne, la sinistra cerca di eliminare gli avversari per via giudiziaria. Ricorda qualcosa?

 

  

 

In attesa del 25 settembre, quando gli italiani potranno finalmente esprimere la propria opinione, la Lega propone soluzioni chiare e concrete. Attenzione: non facciamo promesse fumose ma rilanciamo ricette che abbiamo già messo in pratica con successo. Con una Lega forte avremo i Decreti sicurezza vecchia maniera entro i primi cento giorno di governo, il controllo dei confini, assunzioni di forze dell'ordine (10mila donne e uomini in divisa entro la legislatura), un investimento importante sul taser (che intendiamo offrire anche alla Polizia penitenziaria), più telecamere e soprattutto l'idea che chi commette un reato debba essere punito perché chi sbaglia paga. Chi si macchia di un crimine non può diventare una sfortunata vittima della società, come teorizza certa sinistra innamorata di droga libera e tasse.

 

 

Aggiungo: il fenomeno delle baby gang, molto preoccupante, è un altro tema su cui la Lamorgese e il Pd tacciono. Noi abbiamo proposto che i minorenni possano essere puniti, anche con il divieto di ottenere la patente per moto e auto. Da Enrico Letta vorremmo confrontarci anche su questi temi concreti, invece raccogliamo solo insulti e preoccupanti silenzi. Il Pd tace sullo scandalo dei troppi nemici di Israele o ai fan dell'Unione Sovietica piazzati in lista (in alcuni casi rimossi con imbarazzo), ma c'è un silenzio assordante attorno all'inquietante rete di potere del Pd a Roma e nel Lazio sintetizzato dal dirigente Albino Ruberti che grida «vi ammazzo», «inginocchiati» in mezzo alla strada. La Lega c'è e non si inginocchia. Io ci credo.