fuori controllo

MoVimento 5 Stelle e Conte, assemblea ad alta tensione: "Vi sputiamo in faccia". Si rischia un'altra scissione

Nessuno può escludere il rischio di nuove scissioni tra minacce e insulti. La tensione è altissima durante l'assemblea congiunta del M5S: da una parte i parlamentari schierati con il leader del MoVimento Giuseppe Conte dall'altra, nettamente in minoranza quelli a sostegno della fiducia al governo presiedutoguidato da Mario Draghi.

La linea dettata da Conte è sempre la stessa: se il premier Mario Draghi non presenterà alle camere "un'agenda" che comprenda i punti già consegnati a palazzo Chigi, il Movimento uscirà dal governo. O meglio, aggiunge evocando l'appoggio esterno, si sentirà "libero di votare le misure che servono al Paese".

  

Quindi contiani contro governisti che, in assemblea se ne dicono di tutti i colori, fino alle minacce, al punto che la seduta viene sospesa. "Vi sputiamo in faccia" avrebbe detto la senatrice Giulia Lupo puntando il dito contro i "tiratori scelti" che a suo dire starebbero destabilizzando il M5S dall'interno. Il retroscena è riportato dall'Adnkronos. "Rispetto le idee di tutti, ognuno fa le sue scelte. Ma se lo specchio non può sputarvi, allora forse potrebbe iniziare a farlo qualcuno di noi...", dice la contiana.

Nel mirino ci sarebbe pure Maria Soave Alemanno (membro del direttivo grillino alla Camera e delegata d'Aula) che ieri ha dichiarato di voler appoggiare il governo Draghi. Poi sotto accusa il capogruppo Davide Crippa: "In Consiglio nazionale devi rappresentare il pensiero della maggioranza e non portare la tua opinione personale".

Leonardo Donno, Sebastiano Cubeddu e Gilda Sportiello sono stati feroci contro i governisti. "È un clima da caccia alle streghe", si sfoga con l'Adnkronos un parlamentare, "è impossibile esprimere un'opinione in dissenso senza essere tacciati di essere dei pupazzi di Di Maio". Qualcuno in chat arriva a evocare metodi da repressione fascista verso i dissidenti. E nessuno adesso, mentre la tensione sale alle stelle, può escludere il rischio di nuove scissioni nel MoVimento ormai fuori controllo: almeno 25 parlamentari potrebbero decidere di andare via per approdare nel partito del ministro Di Maio, Insieme per il Futuro (Ipf). L'assemblea grillina, sospesa, alla fine è stata rinviata a domani, lunedì 18 luglio.