tribù
Guerra in Ucraina, le logiche triviali che si ripetono ciclicamente da secoli
Lo sviluppo lineare della storia sembra una verità inconfutabile, tautologica. La realtà è, però, anche un'altra. «Anche» sta ad indicare che esiste indubbiamente un fondo di verità sul progresso della storia in linea retta. Si pensi al progresso tecnologico, a quello banalmente cronologico, delle ere che si susseguono. L'angolo della visuale gioca, però, un ruolo determinante.
Nostro dovere è adottare un punto di vista alternativo, non necessariamente opposto, ma il più ampio e il più profondo possibile. Un punto di vista capace di portare la linea retta della storia a non distendersi all'infinito, ma a curvare lentamente, dando un senso di finitezza al suo tratto. Al punto da far incontrare, in un lungo tempo, il suo estremo di partenza con quello di arrivo, con la composizione di un armonioso cerchio: è così che lo storia arriva a conoscere uno sviluppo circolare. È su questo che si basano le tante teorie dedicate alla ciclicità dei fenomeni sociali, dai "corsi e ricorsi storici" o a un altrettanto noto "eterno ritorno", che fanno oscillare il pendolo del tempo tra la Napoli settecentesca di Giovan Battista Vico alla più nordica cultura moderna di Friedrich Nietzsche.
La sostanza è quella, semplicemente la storia che si ripete. È così che il progresso si fa miglioramento delle condizioni di vita, o meglio degli agi che la favoriscono, ma che nel tempo potrebbero persino dimostrare l'esatta negazione dei loro principi ispiratori. Lo pensiamo in molti momenti, quando ringraziamo di avere tra le mani uno smartphone per cercare semplici informazioni o ancor più in occasione di un'emergenza. Per poi realizzare altrettanto spesso, anche più amaramente, di aver abbandonato una condizione di libertà - scomodiamo una parola grossa - lasciando scandire a questo prodotto del "progresso" la nostra esistenza professionale, personale, in modo totalizzante.
È questo un buon indizio per introdurre "Tribù", una luce accesa sulla storia, sulla nostra vita. Sul nostro presente, in modo da comprendere e decifrare i tratti somatici del nostro futuro. Missione che richiederà anche l'esigenza di fermarci e voltare lo sguardo indietro: proprio guardando a quello che eravamo potremmo scoprire, senza retorica, quello che saremo. Il nostro futuro potrebbe, infatti, nascondere più passato di quello che pensiamo. Tribù ha proprio questa intenzione: leggere notizie, fenomeni, fatti della settimana alla luce di una inclinazione socio-culturale che la nostra civiltà sembra frequentemente prendere e assecondare. La tribalizzazione delle nostre abitudini, della nostra società, ha più di qualche evidenza nella vita di tutti i giorni.
Il nostro lessico, scritto e parlato, spesso deroga alla sua natura critica e ragionata per abbandonarsi a slogan e "urla" divisive. Le parola scritta si fa spesso geroglifico, seguita altrettanto sovente da arti, figurative e non, che evidenziano una spoliazione di sfumature e ragionamenti, così come le (non) argomentazioni appena citate. L'interesse si fa sempre meno universale e più particolare, con logiche di branco spesso troppo diffuse. Conosceremo questi fenomeni di cui non è utile dare altre anticipazioni, ma prossime regolari interpretazioni dei fatti. Non vuole essere nichilismo, tutt'altro.
Non è neppure immaginazione, ahinoi, considerato il consolidamento dell'"effetto Flynn inverso" su cui le scienze sociali richiamano la nostra attenzione. Non è forse un dovere fare altrettanto da parte di chi fa informazione? Dunque questo spazio di riflessione vuole essere quel faro (provocatorio?) acceso su uno sviluppo di cui dobbiamo riprendere "criticamente"le redini. Per carità, evidenziando anche quei fatti, individuali o collettivi, che ci fanno ben sperare e vedono la tribù allargare i suoi orizzonti e la sua dimensione sino a raggiungere l'estensione più auspicabile possibile, quella della nostra società tutta.
Quale momento più opportuno per una riflessione di questo genere, con lo sguardo su un mondo segnato da pandemia di portata storica, e in queste ore anche da un triste conflitto, che è tra le più evidenti manifestazioni di preoccupanti logiche triviali? Una riflessione non puramente teorica, ma concreta e determinante per il nostro futuro, verso il quale ci guida sicuramente una inesorabile evoluzione. Capiremo insieme quanto sia ossimorico considerarla una evoluzione tribale.