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Brunetta e la capacità di infliggersi del male. Rivolta nelle chat, cosa bolle in Forza Italia

Arnaldo Magro

Tutti a chiedersi nelle chat parlamentari, da cosa sia scaturita l’intemerata gratuita di Renato Brunetta contro Matteo Salvini. Il perché abbia il centrodestra o ciò che ancora ne rimane, nel proprio DNA, la capacità di infliggersi del male. Non può essere solo l’esigenza di riposizionare il partito di Arcore. Quello lo si può fare, senza attaccare gli alleati di una vita. Non può essere neanche la traballante candidatura di Silvio Berlusconi per il Quirinale, ad inquietare troppo, perché lui stesso, sa che non ha molte chances da giocarsi.

 

  

È una questione tutta interna a Forza Italia. Di un gruppo parlamentare instabile che ribolle. Che non si riconosce più nel verbo del suo leader. Quello stesso partito che come diceva sapientemente qualcuno, si attesta però di fatto, al 3.5% su Roma. È questo a preoccupare quei ministri. Si dice che a Febbraio 2021, Berlusconi presagendo forse quanto sta accadendo, fosse furibondo al momento delle nomine da parte di Mario Draghi. Non erano certo quelli i nomi che lui aveva indicato per fare i ministri. Aveva ragione. La volontà odierna dei Ministri di smarcarsi dagli alleati, è visto piuttosto come un attacco diretto alla linea di Licia Ronzulli e soci.

 

Ecco perché la risposta dell’onorevole Marta Fascina è stata presa, come un ulteriore attacco. Fascina non è solo la compagna di Silvio Berlusconi, è anche amica intima di Licia Ronzulli. Ecco perché molti parlamentari azzurri, sono andati di seguito, a sostegno di quelle parole sulla chat interna. È stato un attestato di lealtà. «Con queste percentuali non ci saranno molte possibilità di ricandidatura. Non per i dissidenti». Tanto vale attaccare e vedere che succede tra qualche mese. Qualcosa a breve dentro Forza Italia, succederà di sicuro. Per dirla alla Matteo Renzi, preparate i pop corn.