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Perquisizioni a tappeto per l'indagine sull'avvocato vicino a Giuseppe Conte: guai dopo il flop elezioni

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Perquisizioni sono state effettuate, su disposizione della procura di Roma, nell’ambito dell’inchiesta che vede indagato l’avvocato Luca Di Donna e almeno altre tre persone per l’ipotesi di associazione a delinquere finalizzata al traffico di influenze illecite e episodi di influenze illecite. Lo scopo sarebbe stato quello di ottenere appalti e forniture presso Invitalia, il Mise e la struttura commissariale per l’emergenza Covid, non coinvolte nelle perquisizioni. Nel corso delle perquisizioni che hanno interessato studi professionali e abitazioni degli indagati sono stati acquisiti documenti. 

 

 

Il caso Di Donna è scoppiato a cinque giorni dalle elezioni amministrative: l’avvocato d’affari vicino al leader pentastellato Giuseppe Conte. Il nome di Di Donna è stato recentemente associato dalla stampa anche alla futura scuola di formazione del Movimento 5 Stelle, vecchio pallino di Conte. “Il progetto per il nuovo M5S richiede un approccio basato sui criteri di trasparenza, chiarezza e correttezza. Ecco perché le ombre sollevate negli ultimi giorni da alcuni quotidiani, e relative alle segnalazioni dell’antiriciclaggio su Luca Di Donna, collega vicinissimo al neo presidente del Movimento, non ci fanno bene”, avevano detto alcune fonti parlamentari M5S alla Camera che appartengono all’ala più ‘fredda’ nei confronti dell’ex premier. E ora le indagini e le perquisizioni a tappeto per vederci chiaro.

 

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