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Barbara Saltamartini candidata al Consiglio comunale a Roma: "Sui rifiuti è caos totale, ridurremo la Tari"

Andrea Giorni

Onorevole Saltamartini, mancano pochi giorni al voto come giudica questa campagna elettorale?
"Se escludiamo il candidato del centrodestra Enrico Michetti, personalità tecnica estranea alla politica, gli altri concorrenti li ho visti spesso arrampicarsi sugli specchi, chi per un verso chi per un altro, imbarazzati da un passato ingombrante, questo sì politico e non proprio edificante. Le racconto l’ultima: l’aspirante sindaco del Pd Gualtieri, per racimolare  qualche consenso in più, si aggrappa alla comunità cinese, facendosi fotografare con personaggi non proprio trasparenti, visto che alcuni di loro sono sconosciuti perfino in rete".

Lei è deputato della Lega. Perché si candida al Consiglio comunale di Roma?
"Me lo ha fatto fare l’amore per la mia città, ridotta in uno stato impietoso dopo sette anni di pessima amministrazione. In due anni di gestione Marino e nei cinque anni successivi con Virginia Raggi Roma è andata incontro a un decadimento che non ho mai visto prima: sia dal punto di vista del decoro che dal punto di vista della pulizia la situazione è drammatica. Per non parlare dei trasporti e del traffico (a proposito andatevi a vedere i dati relativi all’inquinamento presentati in questi giorni da soggetti indipendenti). Penso che ora chiunque abbia raggiunto dei traguardi anche a livello nazionale debba scendere in campo a Roma".

  

Va bene ma i problemi sono tanti, da dove iniziare?
"Roma ha bisogno di semplificazione. A tutti i livelli, non mi riferisco solo alla riduzione della burocrazia ma a tutta una serie di provvedimenti che, le assicuro, sono praticabili immediatamente, basta avere una squadra di governo competente. Enrico Michetti è la persona giusta perché è un tecnico, un uomo delle istituzioni in grado di voltare pagina e cambiare radicalmente la gestione di questa città".

Detta così sembra facile ma concorderà che il momento è molto delicato e non solo a Roma, a cominciare da una crisi che non è stata ancora superata.
"Ecco perché si deve passare alla progettualità, con la ripresa dei consumi. Certo non sarà facile: il Covid ha messo in ginocchio le piccole imprese e come stiamo vedendo in questi giorni anche l’occupazione. In questo senso, la Lega al Governo come primo punto all’ordine del giorno, sta puntando a sostenere le imprese".

La Capitale sta pagando un prezzo altissimo. Cosa può fare il nuovo sindaco per rilanciare l’economia?
"Parto dalle attività commerciali, facciamole ripartire subito. La ricetta per ripristinare una certa normalità, tornando a lavorare come prima del virus, passa attraverso alcuni strumenti precisi. Se parliamo di bar e ristoranti, i più colpiti dalla pandemia, penso alla proroga dell’occupazione del suolo pubblico fino al 31 dicembre 2023, anche con la possibilità di modulare un contributo, per consentire ai locali di Roma di poter servire cibi e bevande all’aperto e all’estensione della cedolare secca anche alle locazioni commerciali. E poi facciamo pagare meno Tari, la tassa sui rifiuti. Non basta: Roma può e deve ripartire dal turismo, cogliendo ogni opportunità: mi riferisco al Giubileo 2025, Olimpiadi e molto altro. Nulla può essere snobbato come prima".

C’è qualcosa che la preoccupa di più?
"Guardi, avendo visitato ogni quartiere romano la sensazione è che i cittadini romani non si riconoscano più nella loro città. Degrado, spazzatura ovunque, cinghiali (sic) sembra di abitare in un'altra dimensione. Eppure siamo a Roma. Ecco, all’inizio mi preoccupava un certo stato di rassegnazione ma sono convinta che i romani risponderanno con il loro voto per voltare definitivamente pagina. Perché migliorare la qualità della vita è possibile".