residenzialità per i servizi

A Carlo Calenda saltano i nervi e insulta Enrico Michetti anche per la rivoluzione nel welfare per Roma

Carlo Calenda è fuori di testa e ormai scaraventa solo insulti contro Enrico Michetti. Gli saltano i nervi quando legge nell’intervista del candidato sindaco del centrodestra al Campidoglio il riferimento alla residenzialità per i servizi ai cittadini da garantire ai romani “nel rispetto delle norme”. No, per lui Roma deve essere Bengodi per tutti tranne per chi la vive e se ne esce così: “Dalle idiozie innocue a quelle pericolose. Enrico Michetti, quindi un milanese che viene a lavorare a Roma non avrebbe accesso ai servizi come un romano di nascita? A parte l’ovvia incostituzionalità, ma una Capitale deve attrarre persone non respingerle. Sei inadeguato”. Ormai, il leader di Azione la vive così, come una guerra personale. E Michetti non se lo fila proprio anche se Calenda arriva ad evocare pure l’intervento di Giorgia Meloni: “Una frase del genere – lo decide lui - è quanto di meno patriottico si possa immaginare. Roma è la Capitale d’Italia e come tale appartiene a tutti gli italiani. Ritirate questo tipo. Oramai è un delirio quotidiano”.

 

  

 

Il delirio è evidentemente tutto suo. Quella che Calenda definisce “l'ovvia incostituzionalità” sta tutta nella sua testa. Il tema dei servizi a chi è residente se lo pongono tutti. Lui invece non se lo pone e preferisce insultare a suon di idiozie, magari la smetterà quando gli ricorderanno le sue. Lo stronca con garbo superiore a quello del leader di Azione Barbara Saltamartini, deputata della Lega e candidata al Consiglio comunale: “Calenda travisa le parole di Michetti a proprio uso e consumo: stia tranquillo, Roma è e sarà accogliente con tutti, ma  è assurdo non credere che ci siano cittadini - poco importa la città di provenienza - in attesa di risposte dal comune da troppo. Ci saremmo aspettati qualcosa di più da un figlio di papà forgiato in Ferrari, supportato dai grandi capitani d’industria italiani, ex ministro della repubblica. Invece fa il ‘coatto de piazza’. Se pensa che questo atteggiamento da bullo paghi, faccia pure. Noi non ci pieghiamo”. Anche Fabio Rampelli,  vicepresidente della Camera ed esponente di Fratelli d'Italiaa va all'attacco: "Calenda pensa alle tue vacanze, piuttosto che insultare ripetutamente Enrico Michetti definendo le sue affermazioni ’idiozie pericolosè. Prima i romani, sì. Sono anziani, disabili, cittadini che non arrivano a fine mese e tribolano ogni giorno con l’inefficienza dei servizi: dai rifiuti ai mezzi di trasporto, agli asili che offrono una corsia privilegiata a chi non paga nemmeno le tasse, nonché alla dilagante delinquenza ed illegalità con cui fanno i conti quotidianamente".