aria pesante nel governo

Sileri difende Salvini: “Non è no-vax”. Poi la doccia fredda sulla scuola: difficile ricominciare in presenza

Non arrivano buone notizie sul futuro della scuola e di conseguenza su quello dei giovani. A riportare tutti sulla Terra dopo settimane di discussioni sulla didattica a distanza e sull’importanza di far svolgere le lezioni in presenza sono giunte le parole del sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, intervistato da The Breakfast Club su Radio Capital nella puntata del 23 luglio: “Se sono preoccupato per settembre? È una grande sfida, bisogna capire quanti italiani saranno vaccinati in quel momento. I contagi non avvengono a scuola, ma sui mezzi pubblici. È difficile ricominciare in presenza a settembre, sarà un processo graduale”.

 

  

 

Altro tema è quello del green pass obbligatorio, che però non sarà tale nei luoghi di lavoro, come è il Parlamento. “Non ho dubbi che - spiega Sileri - gli onorevoli dovrebbero essere tutti vaccinati, ma il Parlamento è un luogo di lavoro, come tale non ha obbligo di Green pass. Non metterei obbligo vaccinale nelle aziende. Se dovessero salire i contagi a dismisura bisognerebbe pensare a strumenti che incentivino la vaccinazione, non l'obbligo. Salvini - la difesa del sottosegretario in orbita Movimento 5 Stelle dopo gli attacchi del premier Mario Draghi - non è un no vax, ha invitato alla prudenza. In questi tempi è facile ricadere in contenitori, bisogna stare invece attenti. Le discoteche, invece, potrebbero riaprire in sicurezza, a capienza ridotta e con i giusti controlli”.

 

 

"Il Green pass per docenti non credo che si farà, per ora andiamo avanti con la vaccinazione. È una grande sfida, bisogna capire quanti italiani saranno vaccinati per quel periodo. I contagi comunque non avvengono a scuola, ma sui mezzi pubblici” ribadisce Sileri, che ieri si era battuto per un’altra questione: “È assurdo che se oggi muore un tuo caro non puoi essere presente alla sua cremazione per l’ultimo saluto. Se si ha il green pass questo limite non ha alcun senso. Abbiamo il green pass? Allora usiamolo per dare maggiore libertà, compresa quella di partecipare al commiato di un proprio caro”.