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Simonetta Matone firma i referendum sulla giustizia: nessun atto ostile verso la magistratura, basta correnti

Simonetta Matone ha firmato a Roma i referendum sulla giustizia promossi da Lega e Radicali. Il candidato Prosindaco al Campidoglio per la coalizione di centrodestra in ticket con il candidato Sindaco Enrico Michetti, ha spiegato il perché della sua adesione, sbugiardando l’Anm e la dura presa di posizione degli scorsi giorni nei confronti dei quesiti referendari: “I referendum sulla giustizia non sono a mio avviso un atto ostile verso la magistratura. Sono sempre stata favorevole perché noi magistrati venissimo chiamati a rispondere per le nostre effettive condotte contrarie, oltre al codice penale anche ai principi deontologici soprattutto quando questo comportamento provoca danni gravi alle persone e alle comunità; sono per una effettiva separazione delle carriere; per un uso accorto ed equilibrato dei provvedimenti restrittivi della libertà personale; per una revisione delle fattispecie incriminatrice dei pubblici amministratori che, senza arrivare a sentenze definitive, bloccano le attività amministrative pubbliche; per una riforma del CSM che ridimensioni il sistema delle correnti ed infine per considerare l’amministrazione della giustizia non come riservata esclusivamente ai magistrati, ma - conclude la Matone - come un qualcosa che coinvolga personale delle cancellerie e ausiliari”.

 

  

 

Adesioni significative anche dai partiti di centrodestra alla raccolta firme. Silvio Berlusconi, sottolineano fonti della Lega, ha spiegato al Corriere della Sera che “i referendum riprendono temi da noi sempre sostenuti e possono essere un’utile sollecitazione al governo e Parlamento per la riforma della giustizia. In questo spirito, gli azzurri partecipano alla raccolta di firme”. E infatti la senatrice di Forza Italia, Licia Ronzulli, responsabile azzurra per i rapporti con gli alleati ha partecipato a un gazebo congiunto con Salvini (il primo organizzato con bandiere di Lega e Forza Italia e che quindi aveva un forte sapore di ‘federazione’) e ha firmato i referendum. Via libera anche dall’Udc.