scontro sui contagi

Pericolo varianti, Galli si scaglia contro l'apertura delle scuole

Giorgia Peretti

“Non sono favorevole alla riapertura delle scuole”, questo il commento del professor Massimo Galli, ospite nella puntata di lunedì 29 marzo di L’aria che tira, condotto da Francesco Magnani sostituto di Myrta Merlino, su La7. Il focus del discorso sono le ipotesi di riaperture delle attività, nello specifico le scuole che sono state l’oggetto centrale del discorso tenuto alla camera del Senato dal premier Draghi nei giorni scorsi.

 

  

 

 

Il direttore dell’Ospedale Sacco di Milano non ci gira intorno ed esprime tutto il suo dissenso sulla possibilità di una riapertura anticipata delle scuole sul territorio nazionale. La preoccupazione del prof. Galli sono le varianti che in quanto più contagiose ed infettive si propagano più facilmente nelle classi dei bambini al di sotto degli 11 anni che avrebbero maggiore difficoltà a mantenere le norme igieniche e sanitarie. “Sono convinto della necessità di arrivare alla riapertura della scuola in presenza che è un diritto dei nostri ragazzi e che è un elemento fondamentale della nostra società, però in questo momento è ancora pericoloso”.

 

 

Il professore fa il paragone con la Francia che, invece, è molto più cauta nell’affrontare l’urgenza della riapertura delle scuole. “Stamattina ho letto che la leader del partito di destra in Francia dice che le scuole vanno chiuse. Per questo trovo curioso che, nel nostro Paese, passi l’idea che la scuola sia comunque un ambito sicuro e non pericoloso. Non è così!”, afferma Galli. “Non è un luogo sicuro perché in questo momento circolano alla grande le varianti che continueranno a circolare sempre di più se non le conteniamo”.

L’infezione circola anche nella popolazione che, in questo momento, si vorrebbe tutelare quindi fino agli 11 anni, quindi le scuole sono davvero pericolose? Draghi dice che il problema sono i trasporti, chiede il conduttore. Non tarda ad arrivare la risposta ferma del professore: “Sì ma i bambini stanno in un contesto in cui non possono usare la mascherina e non possono essere garantite le precauzioni che invece possono essere garantite nei ragazzi più grandi e così le varianti si trasmettono molto più efficientemente delle precedenti circolazioni”. Poi conclude perentorio: “La situazione è questa. Non so chi abbia detto che la scuola è un posto sicuro, per molti motivi non può esserlo. Bisognerà organizzarsi per fare i test ma è difficile. Non è che puoi tamponare un bambino di 5 anni due volte alla settimana”.