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Pd, per Enrico Letta niente primarie ma acclamazione degna del Pcus

Francesco Storace

Gliel’ho ha fatto notevole lo scherzo Nicola Zingaretti al partito di cui si vergogna. Prima ha sbattuto la porta, poi ha tirato fuori dal rifugio transalpino l’uomo che più odia Matteo Renzi, ha organizzato le correnti attorno ad Enrico Letta e gli ha confezionato l’elezione per acclamazione. Manco il Pcus, altro che primarie, per l’ex Dc di Pisa.

 

  

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Con la curiosità dell’annuncio: stamane Letta pronuncerà il suo discorso-orazione e solo dopo se ne andrà per circoli a far dibattiti. Magari via web, così non si sentono nemmeno i mugugni.

Non è una parabola esaltante quella che porta al Nazareno Enrico Letta, scelta per cooptazione. Con il dettaglio che come Zingaretti anche lui non siede in Parlamento e sarà pure soggetto ai pollici in su o in giù dei due capigruppo, Graziano Delrio alla Camera e Andrea Marcucci al Senato. Sempre se lascerà loro in mano il giocattolo dei gruppi parlamentari.

 

Per rimediare all’inconveniente, comunque gli hanno promesso il seggio nel collegio di Siena, dove si voterà attorno ad ottobre, quello che si erano azzardati a promettere al povero Giuseppe Conte, che dovrà aspettare ancora un po’ per ascendere al Parlamento come si conviene ad un professore del suo lignaggio.

 

Di più: nel chiacchiericcio attorno ad Enrico Letta si è parlato persino del Quirinale e qui francamente viene da sorridere. I piddini si illudono ancora di poter decidere chi sarà il successore di Sergio Mattarella, se successore ci sarà. Da una parte, perché c’è Mario Draghi che potrebbe aspirare. E poi perché ci sono due signori, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, che assieme a Giorgia Meloni non hanno proprio alcun interesse a regalare il Colle per altri sette anni ad un uomo di provenienza rossa. Finiscono anche le stagioni della pacchia per il Pd.