il pacco sotto l'albero

A Natale tutti a casa. Conte semina il panico

Francesco Storace

Adesso stanno davvero esagerando, dalle parti di Palazzo Chigi. Dopo troppi mesi di reclusione domiciliare inflitti ai cittadini, i signori del governo preparano altre sorprese al popolo italiano: già si parla di lockdown, prima a livello locale e poi generale, tra Natale e Capodanno.

Si umilia la pazienza dei cittadini, si ammazza l’economia italiana. Conte insiste su una litania: «Dipenderà dagli italiani, da come si comporteranno». E lui al governo che ci sta a fare? È capace solo di infliggere torture quotidiane alla ricerca di un lockdown prima psicologico e poi reale. Così ci rassegneremo al peggio? Non serve un avvocato del popolo a Palazzo Chigi per governare in questa maniera. Non siamo iscritti al partito negazionista, ma diventa sempre più difficile obiettare qualcosa di sensato a chi scodella numeri che contrastano con le veline di governo.

  

Settemila contagi come e più durante la tragedia della pandemia? Vero, peccato che allora i tamponi fossero poco più di venticinquemila mentre ora si vola oltre i centocinquantamila. La sproporzione è evidente a chiunque.

 

 

Abbiamo attraversato allora giorni davvero bui contando tante centinaia di morti, e non è certo quanto accade oggi. Le terapie intensive non bastavano più e non è la situazione attuale.

Siccome non vogliamo passare un Natale a casa Conte, il governo eviti di farsi prendere dal panico e di incutere terrore nei cittadini. La malattia c’è, ma va governata con serietà, tenendo bene a mente i progressi scientifici. Se è il governo il primo a sottovalutare i numeri positivi evidenziando solo quelli negativi, l’Italia precipiterà nella depressione. Ma neanche a Giuseppe Conte può essere consentito tutto questo.