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Stati generali, Conte: Ue ha riconosciuto ruolo Italia. Salvini attacca: non conosce la vergogna

"Sono giornate molto impegnative per il governo. Progettiamo il rilancio del nostro Paese". Giuseppe Conte e i ministri torneranno domani a Villa Pamphili per riprendere gli incontri degli Stati Generali. In agenda c'è prima una relazione di Vittorio Colao, che illustrerà il lavoro fatto dalla task force di esperti voluta dal Governo. Poi sarà la volta di sindacati ed enti locali.

Il premier fa il punto su quanto concluso fin qui. "Ieri da parte dei vertici delle istituzioni europee è stato riconosciuto il ruolo centrale che l'Italia ha avuto in questa emergenza: in prima linea, indicando anche agli altri la via da percorrere", scrive su Facebook. Per il presidente del Consiglio non si tratta "di parole vuote" ma di un "sincero apprezzamento e anche un profondo senso di riconoscenza" per il coraggio, il senso di responsabilità e i sacrifici fatti dai cittadini italiani. "Dobbiamo essere orgogliosi di tutto questo".

  

L'invito fatto alle opposizioni, però, continua a cadere nel vuoto. Conte aveva chiesto a Salvini e Meloni di "dare una mano con i Paesi di Visegrad nell'interesse nazionale". "Non conosce vergogna - la secca replica del leader della Lega - i cosiddetti Paesi di Visegrad hanno governi democraticamente eletti, mentre lui tratta con governi sanguinari come Cina e Iran. Non capisco questo appello che proviene da una villa, mentre si scopre che un milione di persone aspettano la cassa integrazione che forse non riceveranno mai". A Villa Pamphili si tiene "un'assurda messinscena, utile solo all'ego di Conte mentre ci sono milioni di italiani che non sanno come arrivare a fine mese", gli fa eco la leader FdI e anche FI va all'attacco: "Il Governo è in stato confusionale - dice Anna Maria Bernini -. Conte ripete come un disco rotto di voler coinvolgere l'opposizione nei programmi per il rilancio del Paese. L'appuntamento dovrebbe essere la prossima settimana: ne prendiamo atto, anche se il premier lo dice dall'inizio dell'emergenza e non lo ha mai concretamente fatto".

Mercoledì la 'battaglia' si sposterà in Parlamento. Conte, infatti, è atteso alla Camera e in Senato per le comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. L'appuntamento europeo non sarà ancora una volta quello decisivo, ma si avvicina per la maggioranza il tempo di affrontare il nodo Mes. Per Conte l'ultima parola toccherà al Parlamento, ma palpabile è la tensione tra i gruppi che sostengono il Governo, decisi a trovare un accordo prima e non essere costretti ad affrontare al buio la prova dei numeri. Le premesse non sono le migliori. Se per Matteo Renzi si tratta solo di un "gioco delle parti" interno al M5S, perché "è evidente che lo useremo", gli uomini vicini a Luigi Di Maio smentiscono una possibile apertura del ministro degli Esteri: Bisogna "puntare sul recovery fund, con tempistiche certe, in modo da poter utilizzare le risorse il prima possibile", è la linea. Il Mes rimane "anacronistico e inadeguato alle risposte da dare al Paese in questo difficile momento di crisi". Il Pd, intanto, invita "a non sprecare la svolta Ue". - "L'Italia che deve rinascere dopo la malattia deve essere un'Italia ad alta velocità nei trasporti e nella rete digitale - insiste Nicola Zingaretti -. Deve essere un'Italia digitale nei servizi alle persone e alle imprese, un'Italia più green nel modo di produrre e di vivere".