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Conte dimentica i detenuti di Bonafede. Che si fa? Basta cambiare il decreto

Carlo Antini
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Evidentemente Giuseppe Conte aveva dimenticato i detenuti che, nel frattempo, il ministro Bonafede aveva riportato in cella. E allora che si fa? Basta cambiare il decreto del 17 maggio ed è tutto a posto.  Per approfondire leggi anche: Conte trema davvero Il giorno dopo l'approvazione del dpcm del 17 maggio, infatti, il presidente del Consiglio dei Ministri si è affrettato ad emettere un nuovo dpcm a parziale modifica e integrazione del precedente. Nel testo del 18 maggio si legge che "tenuto conto delle indicazioni fornite dal Ministero della salute, d'intesa con il coordinatore degli interventi per il superamento dell'emergenza coronavirus, le articolazioni territoriali del Servizio sanitario nazionale assicurano al Ministero della Giustizia idoneo supporto per il contenimento della diffusione del contagio del COVID-19, anche mediante adeguati presidi idonei a garantire, secondo i protocolli sanitari elaborati dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute, i nuovi ingressi negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni. I casi sintomatici dei nuovi ingressi sono posti in condizione di isolamento dagli altri detenuti». Data, 18 maggio. Firma, Giuseppe Conte. E il gioco è fatto.    

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