Verso le elezioni regionali
Parte il risiko degli aspiranti governatori
Grandi manovre per le elezioni regionali. Non si sa ancora quando si voterà (alcuni governatori puntano al prossimo luglio mentre il governo ha intenzione di rinviare a ottobre) ma le coalizioni stanno già valutando il da farsi. In Campania, dove la competizione per il centrodestra si annuncia molto complicata per il consenso raggiunto dall'attuale presidente Vincenzo De Luca, la Lega silura Stefano Caldoro. L'esponente di Forza Italia non era molto apprezzato dai leghisti già prima dell'emergenza Coronavirus, ora ancora meno visto che, è l'osservazione di alcuni esponenti di primo piano del Carroccio, è rimasto nell'ombra negli ultimi due mesi. Ecco perché l'idea è di proporre agli alleati di cambiare candidato, puntando su un "civico". Nella Lega, invece, dove al calo di Matteo Salvini nei sondaggi s'è accompagnata la crescita esponenziale della fiducia in Luca Zaia, tiene banco la questione della data delle prossime elezioni. Su questo terreno inevitabile la contrapposizione proprio tra il segretario del partito e il governatore del Veneto. "Non sapevo nulla di una riunione di Matteo Salvini con i parlamentari della Lega a proposito della data delle elezioni regionali ma è più che legittimo che si faccia. Immagino anche che il segretario possa avere una visione più ampia della mia sul piano nazionale ma continuo a pensare che la data di luglio sia possibile. Sono un fautore di questa data: se anche fosse vero che dalla riunione di Salvini con i parlamentari della Lega è emersa l’ipotesi si votare in autunno, sono certo che si tratti di un’ipotesi generale e che non riguarda specificamente il Veneto" ha detto Zaia nel corso della quotidiana conferenza stampa dalla sede della Protezione civile di Marghera, commentando quanto emerso nel corso di un vertice convocato da Matteo Salvini con i parlamentari della Lega, dalla quale sarebbe uscito l’orientamento di votare in autunno per le regionali. Curioso che il governatore Zaia non sia stato nemmeno avvertito.