EMERGENZA CORONAVIRUS

Berlusconi svela tutto: "Non faccio cadere Conte. Ma Renzi si scordi una nostra sponda"

Carlantonio Solimene

Non è il momento di mandare a casa Giuseppe Conte, l'emergenza Coronavirus richiede una certa stabilità di governo in Italia. Ma stabilità non significa immobilità, quindi l'esecutivo cominci a lavorare davvero per aiutare gli italiani in questa fase di crisi. Sono le parole del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi in una intervista esclusiva al sito Affaritaliani. "Noi siamo un’opposizione responsabile - dice il Cavaliere  - ma questa situazione non è eterna: il ritorno alla normalità prima o poi riguarderà anche la politica. Il Paese non ha bisogno di unanimismi, per la ripresa, ha bisogno di un governo capace ed espressione della maggioranza degli italiani".  Per il resto il giudizio sul governo è severo: "Questo esecutivo continua una triste tradizione, quella dei governi costituzionalmente legittimi ma non scelti dagli italiani. L’ultimo Governo espressione di una maggioranza uscita dalle urne elettorali è stato il nostro, nel 2008. Sono passati 12 anni. Ma poiché questo Governo è nato da un patto di potere, immagino che proveranno ad andare avanti il più a lungo possibile, nonostante tutto. Spero tuttavia che di fronte alla gravità della situazione del Paese e alla necessità di risposte all’altezza, si creino in Parlamento le condizioni per una svolta". Al tempo stesso il Cavaliere non viole prestarsi alle manovre di Matteo Renzi: "Non ho molto tempo per occuparmi di giochi di palazzo. Comunque se si verificassero delle condizioni per un cambiamento, le valuteremo prima di tutto con i nostri alleati". "L'appoggio al governo - argomenta Berlusconi - non è ovviamente neppure da prendere in considerazione. Noi siamo parte essenziale dell’opposizione di centro-destra, in cui rappresentiamo la componente liberale, cristiana, garantista, europeista.  Proprio per questo, da opposizione responsabile, continueremo ad avere un atteggiamento costruttivo. Voteremmo naturalmente i provvedimenti per uscire dall’emergenza, se fossero concordati e soprattutto utili al paese, cosa che però finora non è accaduta, se non in pochissimi casi.  L’appoggio a un futuro governo, ovviamente in accordo con il centro-destra, potremo invece valutarlo a due condizioni: che sia davvero espressione della maggioranza degli italiani e che costruisca la ripartenza del paese secondo le regole liberali".