EMERGENZA CORONAVIRUS

La Biancofiore vuole fare la crocerossina: "Squadra di soccorso per il governo"

Dario Martini

In piena emergenza coronavirus, Michaela Biancofiore vuole fare la crocerossina e lancia un appello per fare un governo che includa il centrodestra e gli eletti in altri partiti che accetteranno di mettere in piedi una nuova maggioranza. La Biancofiore si riferisce - e lo dice esplicitamente - ai renziani di Italia Viva, "ormai su posizioni di centrodestra". Il nuovo governo, spiega la parlamentare - dovrebbe eseere una "Squadra di soccorso per l'Italia". La Biancofiore, tra l'altro, risulta ancora in Forza Italia, ma a fine dicembre, è bene ricordarlo, annunciò il suo addio al partito di Silvio Berlusconi. Addio che però non si è mai concretizzato. "Non è il momento delle ipocrisie e dei sepolcri imbiancati tipici della politica italiana - spiega la deputata Biancofiore - C’è bisogno subito di una Squadra di Soccorso per l’Italia. È evidente che dal Paese emerge il desiderio degli italiani spaventati e preoccupati, di un governo all’altezza che li rappresenti e se ne prenda cura: non ascoltarli è fare il contrario di ciò che si deve fare in politica. Ovviamente deve essere il governo della maggioranza più votata nel Paese alle elezioni politiche del 2018 e ad ogni scadenza regionale, alla quale necessariamente va aggiunto un gruppo di eletti che legittimamente possono aver cambiato idea. Ovvio che il programma non può che essere quello del centro destra che porta la firma dei tre leader Berlusconi , Salvini e Meloni. Ma essendo una democrazia parlamentare, se un gruppo si stacca dall’attuale maggioranza perché non si riconosce più nel programma del governo in vigore ma in quello dell’opposizione, come si fa a scacciarlo?".  È evidente a chi si riferisca, tanto che lo dice a chiare lettere: "L’identikit è quello del gruppo di Italia Viva che ha sposato sempre più le idee del centrodestra, ma non può escludere grillini illuminati. Chi grida al 'mai all’inciucio' vorrei chiedere che differenza c’è tra un gruppo di parlamentari che cambiano idea e la costante lecita raccolta di eletti in parlamento e sui territori eletti in altri partiti. In Italia siamo maestri nel guardare la pagliuzza negli occhi altrui dimenticando la propria trave, ma è venuto il momento della coscienza , di non pensare egoisticamente al consenso ma ad un’Italia esangue".