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Caos coronavirus. Conte minaccia le Regioni, Fontana sbotta: è disperato

Davide Di Santo

La tensione era nell'aria, e dopo le parole del premier Giuseppe Conte sulle responsabilità della sanità lombarda sulla diffusione del coronavirus dal focolaio di Codogno lo scontro è stato inevitabile. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha risposto alle accuse di Conte, che aveva puntato il dito contro un ospedale reo di non aver rispettato i protocolli, intervenendo a Radio anch’io, su Rai Radio 1. "Peccato che noi abbiamo seguito, purtroppo i protocolli che ci venivano dati dal governo. Se avessimo fatto quello che noi come governatori proponevamo, le cose non sarebbero andate così. Io sono stato zitto finora, ho accettato che si tacesse, però se accusano il sistema sanitario lombardo, allora non posso più tacere", ha detto il leghista.  "Noi avevamo proposto un mese prima che scoppiasse l’epidemia di essere messi nelle condizioni di aumentare i controlli, di mettere in quarantena tutti gli studenti che rientravano dalla Cina. Siamo stati accusati di essere razzisti, di voler diffondere il panico. Il presidente del Consiglio disse in quell’occasione 'fidatevi di me, ci penso io'. Allora ora non può dire che siamo noi i responsabili. Io queste cose non le avrei mai ricordate ma se si mette ad accusare le Regioni, significa che sta seguendo un’altra strategia. È la strategia della disperazione. Probabilmente sta cercando di attaccare altri per cercare di sviare l’attenzione", conclude Fontana. Sei dei sette morti per il Covid-19 sono residenti in Lombardia. I contagiati  in Italia sono 229, di cui 172 solo in Lombardia. Intanto Conte evoca la riduzione dei poteri delle regioni. "Stiamo lavorando per perseguire un coordinamento, tramite il braccio armato della protezione civile. Se non riusciremo, dovremo essere pronti ad adottare misure che contengono le prerogative dei singoli governatori regionali. Ma non dobbiamo arrivare a quello, la collaborazione è stata molto annunciata".  "Sono molto stupito dalle parole del presidente del Consiglio, che finora aveva dimostrato una grande attenzione istituzionale e una voglia di mettere il governo a fianco delle Regioni, ma ciò che ha detto ieri sera è veramente... non per me per il lavoro che stanno facendo i nostri sanitari", ha detto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera.