protesta che scotta

CasaPound in piazza con le Sardine. E sul web scoppia la rivolta

Carlo Antini

CasaPound scenderà in piazza con le Sardine. E su Facebook monta la rivolta. «L’apertura del leader delle Sardine di Roma stupisce ma va nella direzione del dialogo e noi da sempre ci confrontiamo con tutti. Al momento le Sardine sinceramente mi sembrano un contenitore vuoto e manovrato dalla sinistra ma noi siamo pronti ad andare in piazza, senza bandiere, come abbiamo fatto per la manifestazione con Salvini-Berlusconi-Meloni, e porteremo le nostre idee. Ma sia chiaro "Bella Ciao" non la cantiamo». Così Simone Di Stefano, uno dei leader di Casapound, risponde alle dichiarazioni del leader romano del movimento nato a Bologna, Stephen Ogongo, che in un’intervista ha dichiarato, in vista della manifestazione di sabato prossimo a San Giovanni, che «per ora è ammesso chiunque, pure uno di CasaPound va benissimo. Basta che in piazza scenda come una Sardina». «In piazza San Giovanni - prosegue Di Stefano - noi possiamo portare le nostre idee su ius soli ma anche su casa e lavoro che dovrebbero essere temi cari alla sinistra. Magari qualcuna delle nostre idee può interessare alle Sardine...», aggiunge Di Stefano.  Per approfondire leggi anche: Sardine indigeste al Pd in crisi di idee. Dai Girotondi in poi solo flop «Ora in molti non verranno, non verremo, e iniziamo a uscire da sto gruppo». La piazza di San Giovanni aperta a tutti, anche a CasaPound, agita le Sardine in vista della manifestazione del 14 dicembre e accende il dibattito sui social. Nel gruppo Sardine di Roma, che su Facebook accoglie circa 140.000 utenti, le parole di Stephen Ogongo, leader della branca capitolina del movimento, hanno lasciato il segno: «Per ora è ammesso chiunque, pure uno di CasaPound va benissimo. Basta che in piazza scenda come una Sardina», ha detto Ogongo. «Se troverò un fascista in piazza San Giovanni, questo avrà la fortuna di sentire l’affetto da parte del quartiere che coloro che la pensavano come lui hanno distrutto», scrive un 19enne del Quadraro. «Mi stupisce comunque la leggerezza con la quale uno degli organizzatori possa fare una simile dichiarazione, più che strumentalizzabile...Specie nel momento in cui Santori ha criticato Potere al Popolo accusandola di "infiltrarsi« nelle piazze...Cioè i compagni non vanno bene ma siamo inclusivi con i fascisti? Bisognerebbe fare più attenzione nelle dichiarazioni pubbliche», osserva un altro membro della community. «Scusatemi ma io ho letto anche di una dichiarazione in cui non si disdegnava la partecipazione di CasaPound...se fosse vero, avete perso una sardina. Non si possono allontanare bandiere rosse e far scendere in piazza i fascisti per una manifestazione antifascista...», il messaggio di una ragazza. Il comunicato diffuso dall’ufficio stampa del gruppo e pubblicato sulla pagina («Sappiamo che la piazza di San Giovanni a Roma fa gola a molti. Ma ribadiamo con forza che l’invito è rivolto a chi crede che il linguaggio politico di una certa destra abbia passato il segno») non sembra placare tutti gli animi. «L’antifascismo è la prima cosa. Se non vi è chiaro. Ora in molti non verranno, non verremo, e iniziamo a uscire da sto gruppo. I fascisti NO. E se Santori non chiarisce subito che i fascisti NON sono graditi, ADDIO», scrive un’altra persona, chiedendo una presa di posizione netta di Mattia Santori, uno degli ideatori del movimento. «Vorrei che ufficialmente le sardine dicessero: non guardiamo la fede politica ma siamo ANTIFASCISTI - aggiunge la stessa persona, dopo un confronto con un moderatore del gruppo - Ora non fateci lo shampoo con la questione della fede politica, l’antifascismo è un principio basico della nostra costituzione, non è un partito. Non è una fede politica». «Scrivete a chiare lettere "i fascisti non sono benvenuti, è stato un fraintendimento", chiaro, conciso e veloce», interviene un altro utente, che "invita" a integrare il comunicato: «Manca l’ammettere di aver detto una stronzata, come ti viene in mente di citare CasaPound». Scorrendo la pagina, ci si imbatte in messaggi meno coloriti ma altrettanto perentori: «CasaPound non è benvenuta, punto», «Voglio delle delucidazioni in merito, io con vicino CasaPound non scendo in piazza», «Non credo si possa accettare la presenza di CasaPound ad esempio, non sarebbero mossi mai da ideali di pace o antifascisti. A me questa cosa fa venire i brividi».