RISPARMI A RISCHIO

Scontro sul Salva-Stati. Conte riferirà in Senato il 10 dicembre. Lega e FdI: "Troppo tardi"

Dario Martini

Sulla vicenda del Mes (Meccanismo europeo di stabilita'), il cosiddetto fondo salva Stati europei, la conferenza dei capigruppo del Senato ja deciso che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, riferirà in Aula il 10 dicembre, nell’ambito delle comunicazioni che precedono il Consiglio europeo in programma il 13. Critiche le opposizioni, secondo le quali il premier dovrebbe presentarsi prima in Parlamento. Per  Lega e Fratelli d'Italia aspettare ancora "20 giorni è troppo - afferma Massimiliano Romeo, presidente dei senatori della Lega a fine riunione -, le proposte di modifica di questo Meccanismo devono essere portate a conoscenza del Parlamento che è sovrano, prima che sia troppo tardi e prima che ci presentino un pacchetto "prendere o lasciare". Perciò non siamo d'accordo e insistiamo. E' evidente che Conte che scappa e si nasconde". Dello stesso avviso è anche Luca Ciriani: "Il 10 dicembre è davvero troppo tardi. Ho letto che anche l'Abi non sa nulla di questi pre-accordi che pare siano stati sottoscritti dal governo. Quindi la vicenda ha un respiro nazionale molto importante e per il futuro e la sovranità del Paese, solo il presidente del Consiglio può riferirne al Parlamento. Altre soluzioni sono di ripiego e probabilmente tradiscono l'imbarazzo della maggioranza su questa vicenda. Del resto se l'ha chiesto Di Maio, siamo legittimati a farlo anche noi". Sul tema anche i 5 Stelle chiedonmo chiarezza e esortano a convocare al più presto un vertice di maggioranza: "Il premier "non ha firmato nulla", e il vertice che i parlamentari M5s chiedono non e' contro di lui, ma e' giusto fare il punto. Per Luigi Di Maio, intervistato dal Corsera, "una riforma del Mes che stritola l'Italia non e' fattibile". Il vertice si terrà venerdì alle 8.30 a Palazzo Chigi. La cosa che preoccupa sulla riforma del Mes è che potrebbe mettere a rischio i risparmi degli italiani. Il meccanismo europeo di stabilità (MES) verrebbe trasformato in una sorta di Fondo monetario europeo che subordinerebbe il sostegno ai paesi in crisi finanziaria alla ristrutturazione del debito sovrano. Intanto sul tema esplode la polemica tra i presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il leader della Lega Matteo Salvini.  "Oggi abbiamo scoperto che c'è un negoziato che è da un anno in corso: il delirio collettivo sul Mes è stato suscitato dal leader dell'opposizione, lo stesso che qualche mese fa partecipava ai tavoli discutendo di Mes, perché abbiamo avuto vertici di maggioranza con i massimi esponenti della Lega, quattro incontri. E ora c'è chi scopre che era al tavolo a sua insaputa" ha detto il capo del governo alludendo a Salvini. Per poi aggiungere: "Come i cittadini pretendono dal governo un atteggiamento responsabile, così io pretendo un'opposizione seria, credibile, perché difendiamo tutti gli interessi nazionali, altrimenti è un sovranismo da operetta". Il leader della Lega non ci sta e ribatte: "Il signor Conte è bugiardo o smemorato. Se fosse onesto direbbe che a quei tavoli, così come a ogni dibattito pubblico, compresi quelli parlamentari, abbiamo sempre detto di no al Mes. Non è difficile da ammettere e del resto, se necessario, ci sono numerose dichiarazioni a testimonianza della contrarietà espressa da tutti i componenti della Lega, ministri compresi, su questo argomento. Cosa teme il presidente del Consiglio? Ha forse svenduto i risparmi degli italiani?".