in politica

Emanuele Filiberto ci riprova: "Ci sono ministri senza cv..."

Giada Oricchio

Emanuele Filiberto di Savoia, ospite di Verissimo, si è levato diversi sassolini dalla scarpa, dall’esilio alla partecipazione al Festival di Sanremo “deciso a tavolino” e ha annunciato: “Potrei rifare politica in Italia. Ci sono Ministri senza curriculum”, poi la frecciatina alla conduttrice Silvia Toffanin: “Presidente del Consiglio? Basta quello che hai te in casa”. Il “principe democratico” Emanuele Filiberto di Savoia è tornato in Italia per partecipare ad “Amici Celebrities”, il nuovo programma di Maria De Filippi in onda ogni sabato alle 21.20 su Canale 5. In un’intervista esclusiva a Silvia Toffanin ricorda l’esperienza politica di qualche anno fa: “Ho partecipato alle Europee, sono stato il primo dei non eletti. Ho fatto una bellissima campagna incontrando la gente  di persona nel Nord Est dove ero candidato”. Appassionato e convinto fin quando lo sguardo si fa serio e sferra il primo fendente: “Detto questo sto osservando, sto guardando con attenzione tutto quello che sta succedendo in Italia, per il momento sto studiando quello che vedo e provo ad analizzarlo…. Poi vedremo… E’ importante studiare, credo che il problema dei politici di oggi sia che pochi hanno studiato, quando si vede il curriculum vitae di vari personaggi che oggi ci governano o sono Ministri, hanno fatto tutt’altro che la politica…”. Emanuele Filiberto di Savoia rivela di fare beneficienza a km zero ovvero di aver aiutato i genovesi durante il crollo del ponte Morandi tramite la sua associazione e infine lancia l’idea di una sua nuova candidatura: “Cosa significa politica? Amo il mio paese e voglio essere concreto. Se ho un ideale e gli italiani seguiranno la mia idea lo farò”. La Toffanin indaga: “Punti alla Presidenza del Consiglio?” e il principe/showman leva la sicura a una bombetta a mano: “Ma ne hai abbastanza te in casa di Presidenti del Consiglio!”. Applausi e risate del pubblico, ma la conduttrice, compagna di Piersilvio Berlusconi, non demorde: “Presidente della Repubblica, senatore, cosa vuoi fare?” e quello: “Voglio essere utile al mio paese e a chi amo e amo gli italiani. Basta… non perdiamo tempo su questo”. Una bella dose di populismo, parte bene. In precedenza, Filiberto ha raccontato la vita in esilio: “E’ come la porta di un negozio pieno di cioccolatini che resta sempre chiusa” e il rapporto con la televisione: “L’ho fatta per farmi conoscere dagli italiani. Ogni volta che ho fatto qualcosa ero certo di farlo. Le critiche non mi sono mai interessate più di tanto. Se mi pento di qualcosa? Forse ho fatto due/tre programmi di troppo. Ho fatto un programma su RaiDue che non mi piaceva tanto”. A ruota libera sul Festival di Sanremo 2010 cui partecipò insieme a Pupo e al tenore Luca Canonici: “Arrivai secondo. Era tutto deciso a tavolino, non so se si può dire, ma lo dico. Era scritto a tavolino e un po’ debole nelle prestazioni delle persone e avevano bisogno di un personaggio o due che potessero fare la differenza nel bene o nel male. Il direttore di RaiUno con un agente è venuto a trovarmi e mi disse ‘vuoi partecipare?’. Ho dimostrato che la giuria popolare non era quella tecnica. Il successo di “Italia amore mio” raccontava il mio vissuto e come la sognavo da bambino. La giuria tecnica mi ha sbattuto fuori, quella popolare mi ha ripreso e siamo andati avanti fino alla fine. Ma la mia partecipazione era decisa tavolino. Mi sono divertito, ma non rifarei l’esperienza così come non rifarei Ballando con le Stelle”. E sulle figlie avute da Clotilde Courau: “Hanno 13 e 17 anni, parlo molto con loro, voglio capirle, ma sanno che ci sono dei paletti..se li superano sono ca**i!”.