addio al pd

Renzi da Vespa lancia il suo partito: si chiamerà Italia Viva

Davide Di Santo

Prende forma il nuovo soggetto politico di Matteo Renzi. "Il nome della nostra nuova sfida si chiama Italia Viva", ha detto l'ex premier all'indomani dell'addio al Pd ufficializzato ieri sera con una telefonata al premier Giuseppe Conte in cui ha confermato l'appoggio al governo dei gruppi autonomi che saranno formati dalla trentina di Parlamentari che lo seguiranno.  "Il tema è non fare una cosa politichese e antipatica, noiosa. Vogliamo parlare a quella gente che ha voglia di tonare a credere nella politica", ha detto Renzi, conversando con Bruno Vespa, al suo arrivo a Porta a porta. "Io voglio molto bene al popolo del Pd. Per sette anni ho cercato disperatamente, giorno dopo giorno, di dedicare loro la mia esperienza politica. Dopo di che i litigi, le polemiche, le divisioni erano la quotidianità", ha detto spiegando i motivi dell'addio ai dem.  "Da domani Nicola Zingaretti non è più mio segretario, rimane un mio amico. Non ho nessuna polemica da fare con lui. Anzi credo che anche abbia lavorato con impegno. Gli abbiamo lasciato la maggior parte dei parlamentari. La storia che controllavo i gruppi è una balla. Ci sono migliaia di persone che stanno aderendo su Internet, e sono più di 40 i parlamentari che saranno con noi. Facciamo 25 alla Camera e 15 al Senato". L'ex leader dem tende, poi, la mano al nuovo esecutivo: "Perché devo mettere in difficoltà il governo? Per quale logica? Questa legislatura per me arriverà al 2023 e, anzi, deve eleggere il prossimo presidente della Repubblica. Ho sentito Giuseppe Conte e non mi è sembrato in ansia. Il quadro non cambia". Ed ancora, assicura l'ex sindaco di Firenze, "io al tavolo non mi siedo né con Zingaretti né con Di Maio. Per me vale il programma di governo. Inoltre con i nuovi gruppi il governo avrà qualche consenso in più, non in meno". Sul rapporto, infine, con il capo politico del Movimento cinque stelle, Renzi rivela di averlo chiamato "ieri sera, credo per la prima volta. Se facciamo un governo insieme", conclude l'ex presidente della provincia di Firenze, "è per il bene dell'Italia".