La crisi di governo

M5S-Pd, Conte accelera: “Deadline mercoledì”. Franceschini: “Via tutti i vicepremier”

Silvia Sfregola

Il premier incaricato Giuseppe Conte interviene alla festa del Fatto Quotidiano in Versilia e spiega perché il governo M5S-Pd sarà in discontinuità con il precedente. “Aprire un'ampia stagione riformatrice per il Paese, mettere in primo piano una visione del Paese di economia sostenibile, economia circolare. Fare cose non stratosferiche ma che andavano fatte e non siamo riusciti a farle, e farle con la massima determinazione. È la più grande sfida". In effetti nella trattativa M5S-Pd le cose sono andate molto avanti, come riporta in esclusiva il quotidiano di Enrico Mentana “Open online”. “Dopo i segnali di ieri sul programma c’è anche una solida ipotesi di squadra di governo - si legge - ma mancano ancora molti passaggi cruciali”. Il primo sarà l’incontro Conte-Di Maio-Zingaretti che dovrebbe svolgersi domani. Ma secondo il quotidiano online lo scontro sulla poltrona da vicepremier - che avrebbe rischiato di far saltare l’inciucio - è ancora aperto.  “Il M5s tiene duro sulla richiesta di Di Maio vicepremier con la delega al lavoro - scrive Open - In ogni caso il Pd proporrà Franceschini vice premier con il ministero dei beni culturali”. Per ognuno dei due quindi un elemento di continuità con la rispettiva ultima volta al governo? E invece no. È lo stesso Franceschini a sparigliare sull’accordo fra i due vicepremier. Da abile politico sfrutta l’assist di Grillo (che ieri aveva ammonito i suoi sul caso poltrone) e con un semplice tweet scrive: “Per una volta Beppe Grillo è stato convincente. Una sfida così importante per il futuro di tutti non si blocca per un problema di posti. Serve generosità. Per riuscire a andare avanti allora cominciamo a eliminare entrambi i posti da vicepremier”.